Caos seggi, Lampis (Fdi) di nuovo sospeso
Il Consiglio di Stato blinda Congiu (Pds), Zanchetta e Gaia (Upc) ma riapre il caso del quarto eletto
CAGLIARI. Dei quattro consiglieri regionali ancora in bilico, tre – Antonio Gaia e Pierfranco Zanchetta dell’Upc e Gianfranco Congiu del Partito dei sardi – sono sempre più blindati. Il quarto (Gianni Lampis di Fdi-An) è stato dichiarato decaduto dalla Giunta delle elezioni del Consiglio regionale, ma presto potrebbe essere ripescato dall’Ufficio elettorale regionale. Sono questi gli effetti delle due ultime sentenze del Consiglio di stato sulla saga dei seggi ballerini dall’estate dell’anno scorso.
Sentenza 1. Con la prima, i giudici amministrativi di secondo grado hanno confermato che devono restare fuori dall’aula i quattro eletti in prima battuta (febbraio 2014): Efisio Arbau (La Base), Michele Atzara (Idv poi passato alla Base), Gavino Sale (Irs) e Modesto Fenu (Movimento Zona franca). Il motivo è sempre lo stesso: le liste che, due anni fa, non hanno raggiunto almeno un quoziente pieno nella coalizione vincitrice (centrosinistra) o in quella sconfitta (centrodestra) non dovevano e non potevano partecipare alla ripartizione dei resti, per «non aver superato la soglia di sbarramento, appunto il quoziente pieno». Dunque, da quel conteggio – secondo il Consiglio di Stato – devono continuare a essere esclusi La Base, Idv, Irs e Zona Franca, mentre è giusto – come deciso tra l’altro a giugno dallo stesso Consiglio di Stato – che «i seggi siano stati assegnati un anno dopo all’Upc (Zanchetta e Gaia) e al Partito dei sardi (Congiu)» che lo sbarramento del quoziente l’ avevano invece superato». Resta il problema del seggio destinato alla minoranza ma prima di affrontare questo caso, l’ha fatto con un’altra sentenza, i giudici hanno respinto anche i ricorsi presentati dai candidati non eletti Marco Dessena (Sel) e Giampaolo Diana (Pd), che chiedevano un nuovo conteggio dei voti e delle preferenze del 2014.
Sentenza 2. Resta, come detto, aperto il caso del quarto seggio. Un breve passo indietro per capire meglio: dopo la sentenza di luglio e visto che in quel dispositivo non era indicato il nome del sostituto di Modesto Fenu. Fu allora la Giunta delle elezioni, organismo interno al Consiglio regionale, a «scegliere» come sessantesimo consigliere Gianni Lampis (Fdi-An). Era lui, a livello regionale, il primo dei non eletti della coalizione di centrodestra tanto d’aver lasciato il posto, come deciso nel 2014 dall’Ufficio elettorale, al candidato-presidente sconfitto, Ugo Cappellacci (Forza Italia). Il Consiglio di Stato – con la seconda e ultima sentenza – ha scritto che «questo passaggio (la proclamazione) spettava invece all’Ufficio centrale regionale della Corte d’Appello e non a un organismo politico». Gli scenari. Cosa accadrà adesso? Lampis è stato dichiarato decaduto dal Consiglio regionale ma l’Ufficio elettorale potrebbe riammetterlo fra pochi giorni. Ma c’è chi sostiene anche la possibilità, molto remota, che possa subentrare seppure a tempo Giovanni Satta, ex sindaco di Buddusò e candidato dell’Uds, primo dei non eletti nella circoscrizione Gallura. Però addirittura questo quadro potrebbe essere spazzato via dalla sentenza della Corte di cassazione attesa entro la fine di marzo. (ua)
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