No-triv, le associazioni in campo
È affollato e compatto il fronte ambientalista a sostegno del referendum di aprile
CAGLIARI. Le associazioni ambientaliste sono tutte per il Sì e fra loro c’è chi sollecita la Giunta a fare altrettanto molto prima del 17 aprile, data del referendum contro le trivelle. La lista di chi, come scontato, scende in campo è lunga: Arci, Acli, Adiconsum, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Wwf, Difesa dei consumatori, Federparchi, Comitato no Eleonora, Unione degli studenti, Prohairesis, Associazione Pasolini, Amici della bici e Fai. Il primo obiettivo del gruppo è superare l’ostacolo del quorum: «Non sarà facile, ma dobbiamo riuscirci – ha detto Annalisa Columbu di Legambiente – È un voto importante anche per dare un indirizzo al Governo sulle scelte energetiche che non possono prescindere dalla volontà popolare». Il quesito del referendum riguarderà le concessioni entro le 12 miglia che, secondo il Governo, potranno essere a vita e non più a tempo. Non c’è nessun pozzo a rischio in Sardegna, il più vicino è nelle acque territoriali delle Baleari: «È vero – ribadisce il Comitato – ma il nostro appello al voto è comunque forte, perché nel Mediterraneo non può accadere lo stesso disastro che ha sconvolto il Golfo del Messico». Il Sì per fermare le trivelle è stato ribadito, davanti alle associazioni, anche dal Consiglio regionale, con Dolores Lai, delegata dal presidente Gianfranco Ganau, che fa parte del comitato delle dieci Regioni contrapposte al Governo. «Agli elettori – ha detto Lai – è chiesto di scegliere fra un vecchio e un nuovo modello di sviluppo, ma dobbiamo anche per riaffermare l'autonomia dei territori nelle decisioni». Se la posizione del Consiglio appare chiaro, ha detto il presidente del comitato scientifico di Legambiente, Vincenzo Tiana, «chiediamo anche alla Regione di sostenere il referendum del 17 aprile». (ua)
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