Peculato, respinte le eccezioni della difesa: via al processo a Francesca Barracciu
L'ex europarlamentare ed ex sottosegretario ai beni culturali è accusata di uso illecito dei fondi destinati ai gruppi del consiglio regionale
CAGLIARI. Il processo a Francesca Barracciu può cominciare: sono state respinte tutte le eccezioni presentate dal difensore dell’ex sottosegretario alla Cultura ed ex parlamentare europeo accusata di peculato aggravato nell’ambito dell’inchiesta sui fondi ai gruppi del consiglio regionale della Sardegna. La prossima udienza è stata fissata per il 29 aprile.
Oggi, giovedì 17 marzo, la seconda sezione penale del tribunale di Cagliari - presieduta da Costantino Poddighe - ha rigettato le richieste del legale dell’esponente politico, avvocato Franco Luigi Satta, che chiedeva di far ripartire il processo dalla chiusura delle indagini.
In base alle accuse del pm Marco Cocco, Francesca Barracciu, quando era componente dell’assemblea sarda, avrebbe utilizzato in maniera impropria circa 81mila euro.
La vicenda giudiziaria ha avuto inizio all’indomani delle primarie del centrosinistra - vinte dalla stessa Barracciu - disputate per la scelta del candidato alle regionali 2014. Allora l’ex europarlamentare aveva ricevuto un avviso a comparire, assieme ad altri 33 ex colleghi di gruppo, in cui le veniva contestata una cifra pari a 33mila euro che, come lei stessa ha sostenuto in interrogatorio, erano stati utilizzati tutti in rimborsi benzina per viaggi istituzionali.
La procura le ha contestato successivamente la spesa di altri 45mila euro circa. Travolta dalle polemiche, Francesca Barracciu era stata costretta dal suo partito a fare il passo indietro che ha lasciato spazio alla vittoria di Francesco Pigliaru.
La procura aveva continuato con i suoi accertamenti dai quali era saltata fuori un’ulteriore spesa considerata impropria dall’accusa: circa 3.600 euro per un convegno organizzato dalla società Evolvere.
Il pubblico ministero aveva chiesto per Barracciu, ormai divenuta sottosegretario, l’interdizione dalla carica che però era stata respinta dal gip.
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