La Nuova Sardegna

Scontro tra aeroporti, Alghero rivuole i soldi assegnati a Olbia per il G8

di Gian Mario Sias
L'aerostazione di Alghero
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L'aerostazione di Alghero

Il sindaco Mario Bruno accusa: «Dirottati al Costa Smeralda i 6 milioni di euro che spettavano al Riviera del Corallo»

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ALGHERO. «Ridate ad Alghero quei 6milioni di euro girati all’aeroporto di Olbia alla vigilia del G8 della Maddalena». Al sindaco di Alghero, Mario Bruno, la notizia dei sostanziosi investimenti in atto sull’aeroporto Costa Smeralda di Olbia non è andata giù. Dopo 48 ore di riflessione e una dimostrazione straordinaria di nervi saldi di fronte alle polemiche che impazzavano tra Cagliari – attuale domicilio istituzionale del suo predecessore Marco Tedde – e la Riviera del corallo, Bruno ha deciso di uscire allo scoperto. Il sindaco indossa l’elmetto e parte alla carica.

«Per quanto riguarda il rapporto con Olbia, interessato da programmi importanti di investimento, Mario Bruno rincara la dose», dice esplicitamente la nota diffusa dal suo staff, tanto per far capire quale sia il suo umore e chi sia, da ultimo, il suo destinatario finale. «Lo Stato restituisca quanto tolto ad Alghero – dice il sindaco più esplicitamente – si tratta di quasi 6 milioni di euro, sono economie generate nello scalo algherese e a questo destinate con la delibera del Cipe 17/2003». Che erano state «dirottate a Olbia per lavori di adeguamento dello scalo in vista del G8, mai avvenuto – spiega ancora Bruno – a fronte di un protocollo d’intesa sottoscritto nel 2009 dalla struttura di missione del G8, dalla Regione, dall’Enac e da Geasar».

Un messaggio chiaro, come a voler spiegare che allora quel danno era stato tollerato per un interesse generale, e ora che si finanzia di nuovo Olbia – proprio mentre Alghero attraversa un momento di difficoltà sotto gli occhi di tutti – quel prestito non ha più ragione di non essere restituito. Mario Bruno manterrà la propria posizione anche di fronte al ministro dei Trasporti, Graziano Delrio.

Il sindaco di Alghero prenderà posto, il 7 aprile a Roma, al tavolo cui sono previsti anche i vertici di Ryanair, la Regione Sardegna e le altre Regioni interessate dalla vertenza sulle tasse d’imbarco e sul loro aumento. Il 5 febbraio il governatore Francesco Pigliaru si era presentato nella sala incontri dell’aeroporto Riviera del corallo di Alghero per affermare che con quell’aumento il governo avesse commesso «una grossa stupidaggine», come aveva detto a dispetto del suo proverbiale aplomb. In quell’occasione sarà chiamato a ribadire lo stesso concetto, e Mario Bruno, rappresentanti istituzionale di uno dei territori che ci hanno rimesso maggiormente, sarà al suo fianco per rafforzare la richiesta.

Gli aumenti sull’addizionale comunale per i diritti d’imbarco – di cui ben poco finisce peraltro nelle casse dei Comuni – è ufficialmente il motivo per cui Ryanair ha deciso di chiudere la base ad Alghero e a Pescara. L’appuntamento del 7 aprile potrebbe essere determinante per provare un’ultima volta a stanare la compagnia irlandese e metterla di fronte alla responsabilità di essere coerente con le proprie affermazioni, dato che i vertici della low cost avevano affermato apertamente di essere pronti a tornare sui loro passi se l’avesse fatto per primo il governo.

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