Finanziaria, i consiglieri: «Lo Stato ci dia più soldi»
Iniziato il dibattito sulla manovra e anche la maggioranza alza la voce La sfida è per i 680 milioni accantonati dal Governo. Il centrodestra all’attacco
CAGLIARI. Allineati sì, ma senza pretendere che rimanessero muti. Sulla Finanziaria i consiglieri di maggioranza del centrosinistra più di un sassolino se lo sono tolti in aula dopo aver fatto anche il diavolo a quattro negli ultimi vertici. A nessuno di loro questa manovra – è la seconda da quando governano – ha fatto e farà fare salti di gioia, i soldi sono pochi e secondo alcuni neanche spesi tanto bene, ma al momento del primo voto ufficiale si sono stretti attorno alla bozza blindata dall’assessore Raffaele Paci e dal presidente della commissione Bilancio Franco Sabatini. Al momento del «passaggio agli articoli», necessario per entrare nel dettaglio di entrate e spese, in 31 (cioè tutti i voti in quel momento a disposizione della maggioranza) hanno acceso la luce verde. Certo, il via libera era scontato, persino obbligatorio, eppure prima di mandar giù la pillola, hanno lanciata qualche critica verso i banchi della Giunta. La sintesi delle stilettate potrebbe essere questa: «Ci aspettavamo di più, non siamo soddisfatti e soprattutto non lo siano per al qualità dei rapporti fra la Regione e lo Stato». Bisognerebbe – è stato il suggerimento – alzare più spesso la voce perché ad esempio è «improponibile che alla Sardegna siano sottratti addirittura 680 milioni l’anno solo di accantonamenti».
La maggioranza. I consiglieri del centrosinistra sono intervenuti in massa. Molti hanno parlato a favore della Finanziaria, ma c’è chi è stato più ruvido.Fabrizio Anedda (Sinistra sarda) ha detto: «Come l’anno scorso, abbiamo un bilancio ingessato dalle spese obbligatorie, mentre questa doveva essere una manovra di sinistra e invece gran parte degli interventi sono stati lasciati agli spiccioli degli emendamenti». Per Emilio Usula (Soberania-Rossomori): «Siamo forza di governo, ma riteniamo che questo bilancio sia povero rispetto ai bisogni reali della gente, che si aspettava di più dopo da noi dopo le stagioni disastrose del centrodestra». Secondo Pierfranco Zanchetta (Cps-Upc): «È stato importante aver scongiurato l’aumento delle tasse, ma ora dobbiamo essere capaci di forzare la mano con lo Stato e pretendere quello che ci spetta. Mentre noi dobbiamo avere subito il coraggio di dire no agli emendamenti marchetta da qualunque parte arrivino». Argomento ripreso da Daniele Cocco (Sel): «Noi sappiamo bene quale Sardegna vorremmo e i primi segnali di ripresa ci sono, ma le risorse sono scarse e per questo dobbiamo poter usare anche i milioni che lo Stato ha tenuto per sè». La sfida è lanciata, ha aggiunto Roberto Desini (Sdl-Cd): «Non è la Finanziaria che avrei voluto, però per la prima volta mettiamo mano al disavanzo della sanità, che divora il 50 per cento delle risorse, ed ecco perché lo Stato deve darci una mano e liberare una parte degli accantonamenti: sono spropositati». Pietro Cocco, capogruppo del Pd, ha rimesso assieme qualche coccio di troppo: «Questa maggioranza ha fatto e farà tutto il possibile per spendere i fondi europei ed è con quelli che vogliamo aggredire il problema dei problemi: l’occupazione. Ma ci va riconosciuto almeno che rispetto al passato, non assistiamo immobili alla crisi: interveniamo e vogliamo vincerla».
La minoranza. I consiglieri del centrodestra sono intervenuti uno dopo l’altro. Questa è la sintesi di quanto hanno detto i capigruppo. Pietro Pittalis (Forza Italia) ha messo il dito sulla ferita: «È evidente l’imbarazzo della maggioranza di fronte a questa Finanziaria senz’anima», per poi aggiungere: «Non basta dire che non si è d’accordo, bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo nelle scelte». Angelo Carta (Psd’Az) è stato deciso: «Gli accordi sulle entrate siglati a suo tempo con il Governo sono stati scellerati e oggi piangete sulle risorse che non ci sono». Per Attilio Dedoni (Riformatori) ha rincarato la dose: «Non c’è neanche una risposta vera alla crisi, ma solo i soliti annunci». Lapidario Gianluigi Rubiu (Udc) : «È peggio di una quaresima». Oggi sarà la volta del confronto sugli emendamenti. (ua)
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