«Il settore turistico ne sta abusando»
SASSARI. È il turismo il settore che più di tutti è stato contagiato dal virus dei voucher. Basta vedere infatti quali solo le province in cui negli anni si è registrato un maggiore incremento. La...
SASSARI. È il turismo il settore che più di tutti è stato contagiato dal virus dei voucher. Basta vedere infatti quali solo le province in cui negli anni si è registrato un maggiore incremento. La Gallura, Cagliari e Sassari, ovvero quelle in cui è presente il maggior numero di attività ricettive. Dal 2013 al 2014 il ricorso al buono è cresciuto del 90 per cento. Da 216mila voucher si è passati a 390mila. Numeri che nel 2016 sono destinati a crescere ulteriormente. Basta scorrere i dati di gennaio 2016, con la Sardegna che ne ha già venduti 262mila, addirittura 60mila in più della molto più popolosa Sicilia. E l’attività agricola, quella originariamente destinata all’utilizzo dei voucher, rappresenta nell’isola poco più dell’uno per cento dei buoni venduti. Negli anni l’incremento maggiore si è registrato nell’ex provincia di Olbia Tempio: dal 2013 al 2014 i voucher si sono triplicati, da 34mila a 93mila. Raddoppiata la vendita anche a Cagliari (da 43mila a 98mila) e a Sassari (da 39mila a 63mila). Nei giorni scorsi, proprio in Gallura, i sindacati hanno lanciato la crociata contro i voucher. O meglio contro l’abuso che se ne fa. «I buoni erano nati per dare risposte occupazionali nel settore agricolo, in particolare nel settore della vendemmia – hanno denunciato Cgil, Cisl e Uil – mentre oggi vengono utilizzati in ogni settore. A partire da hotel e servizi turistici. Questo sistema sta creando un nuovo precariato legalizzato».
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