Da Sel a Forza Italia, tutti in campo per il sì
SASSARI. Spaccati a Cagliari, in frantumi a Olbia, ma super uniti sul no alle trivelle. Sul referendum Forza Italia parla un’unica lingua. I berlusconiani sardi sono tutti schierati per il sì. E,...
SASSARI. Spaccati a Cagliari, in frantumi a Olbia, ma super uniti sul no alle trivelle. Sul referendum Forza Italia parla un’unica lingua. I berlusconiani sardi sono tutti schierati per il sì. E, infatti, il capogruppo Pietro Pittalis è il più fedele alleato di Gianfranco Ganau in questa battaglia. «Da noi nessuna scollatura, da Roma abbiamo ricevuto le direttive che ci invitano a schierarci per il sì al referendum. E anche se i vertici fossero stati contrari non avremmo mai cambiato idea». Il riferimento di Pittalis è al Pd, che anche sul referendum ha confermato le divisioni al suo interno. «È una battaglia che non ammette diserzioni. La presa di posizione del Pd nazionale meriterebbe un chiarimento a livello regionale da parte del segretario Soru che si è autoproclamato paladino delle coste e dell'ambiente. Noi faremo la nostra parte, senza tentennamenti. E non vorremmo che davanti all'appuntamento referendario la Sardegna si presentasse divisa solo perché qualcuno privilegia la giacca del partito all'interesse delle collettività».
Schierati per il sì senza se e senza ma sono anche i 5 Stelle. In Consiglio regionale il Movimento non è rappresentato, ma i suoi parlamentari isolani sono tutti impegnati per il sì. E per il sì al referendum è schierata anche Sel, scesa in campo con tutto il suo stato maggiore, compresa l’assessore Claudia Firino, tra i pochi esponenti della giunta Pigliaru ad aver preso posizione. In maggioranza invitano a votare sì anche i Rossomori, il Pds e l’Upc. E poi l’Idv e i Verdi. Sullo stesso fronte anche i partiti di opposizione dal Partito sardo d’Azione a Fratelli d’Italia. Insomma, le divisioni nel Pd hanno creato l’unica frattura di un fronte che mai come questa volta aveva visto tutti partiti dalla stessa parte. (al.pi)
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