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Legge elettorale, sardi discriminati: ricorso contro l'Italicum

Legge elettorale, sardi discriminati: ricorso contro l'Italicum

Per la Sardegna non è garantito il collegio elettorale come invece è espressamente previsto per Trentino e Valle d'Aosta in virtù delle minoranze linguistiche presenti in quelle regioni

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CAGLIARI. L’Italicum discrimina il sardo, una minoranza linguistica che non sarebbe tutelata come le altre dalla legge elettorale. Ne sono convinte le associazioni e i politici isolani che hanno presentato un ricorso contro la legge elettorale presentato in tutti i tribunali italiani sedi di corte d’apello.

Stando a quanto illustrato stamane a Cagliari dall’avvocato Felice Besostri - il legale che ha ottenuto l’annullamento del Porcellum - e dal consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione Christian Solinas - primo firmatario di una mozione che chiedeva alla Regione di farsi carico della questione - l’Italicum garantisce un collegio elettorale riservato al Trentino e alla Valle d’Aosta in forza delle importanti minoranze linguistiche presenti nelle due Regioni. Lo stesso però, non è previsto per la Sardegna che - secondo i promotori dell’inziativa - potrebbe non riuscire ad avere rappresentanti in Parlameno.

Un problema di disparità di trattamento che si intende sollevare col ricorso presentato dalle associazioni Tutela dei diritti dei sardi, Donne sardiste e Comitato per il no contro la riforma costituzionale.

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