La Nuova Sardegna

gli altri episodi incriminati

A Carbonia arrivarono in ritardo

Il blindato era già passato. Nel curriculum anche colpi nei market

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SASSARI. Non solo assalti a furgoni portavalori e società di vigilanza. Nel ricco curriculum della banda ci sono anche rapine ai market, furti d’auto e di armi. È di 10mila euro il bottino della rapina messa a segno nel market Ld a Tortolì: sotto accusa è Fabrizio Manca, che secondo l’ipotesi degli investigatori agì da solo e si fece consegnare dalla cassiera, usando vilenza e minacce, l’intero incasso. Un colpo semplice e senza intoppi. Non andò così, invece, il 1 dicembre scorso a Carbonia. Dove la banda cercò inutilmente di rapinare un furgone portavalori della società Sicurezza notturna in località Barbusi, a Carbonia. Ma l’azione si rilevò decisamente più complicata del previsto. E i banditi arrivarono in ritardo, quando il furgone era già passato ed era ormai al sicuro. Secondo l’accusa, quel giorno armati di pistole e fucili c’erano 9 persone più un’altra non identificata: si tratta di Giovanni Olianas, Luca Arzu, Angelo Lostia, Salvatore Sanna, Sergio Arzu, Antonello Mesina, Sergio Balloi, Michele Cherchi e Carlo Olianas. L’attacco iniziò lungo la strada provinciale Carbonia-Villamassargia, in due punti distinti in cui la strada era interrotta per la riparazione di un ponte. Due banditi armati di fucile bloccarono un camion diretto a Carbonia, fecero scendere l’autista e gli portarono via le chiavi. Hanno fatto scendere l'autista e gli hanno portato via le chiavi. In quel momento scattò l’allarme. Ma i banditi si erano già allontanati. Poco distante, nel cantiere della cava Locci, periferia di Barbusi, legarono i dipendenti e una persona di passaggio e si impadronirono di un mezzo meccanico, un Dumper utilizzato per il trasporto di materiali edili. E sul mezzo raggiunsero la provinciale. Troppo tardi, il furgone portavalori era già al sicuro.

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