Assalti ai portavalori, alcuni indagati al centro di altri casi
Pirari era stato condannato per l’omicidio di Mauro Lostia. Pira ha deposto al processo per l’assassinio di Dina Dore
NUORO. Un testimone chiave, nel processo che si è concluso un anno fa, in primo grado a Nuoro, per l’omicidio della casalinga gavoese, Dina Dore. Un altro che era finito nella lista iniziale dei sospettati per gli omicidi legati al caso Barbagia Flores e che poi avrebbe anche testimoniato al processo. Un altro ancora che a Nuoro era stato condannato per aver ucciso un giovane al termine di una rissa. Nell’elenco di 23 indagati colpiti dal decreto di fermo disposto dalla Dda nell’ambito dell’indagine sulle rapine ai portavalori, oltre alle figure considerate di spicco come Luca Arzu e Giovanni Olianas, emergono anche altri nomi che le cronache degli anni più recenti hanno spesso citato perché al centro di inchieste e processi.
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Tra gli attuali 23 indagati c’è anche Gavino Pira. Quarantasei anni da compiere a giugno, allevatore, residenza a Gavoi: il 23 maggio del 2014 Pira depone come testimone in corte d’assise a Nuoro al processo per la morte di Dina Dore. La difesa e alcuni volantini diffusi in paese lo indicano come il misterioso confidente anonimo che aveva indirizzato le indagini su Francesco Rocca, ma lui, in aula, si difende con forza, dice che Rocca sta cercando di incastrare lui per allontanare da sè i sospetti, e nel farlo cita anche il nome dell’ex latitante ogliastrino Raffaele Arzu. «Rocca – aveva raccontato Pira in corte d’assise – stava facendo il mio nome per la storia del terreno conteso. Ma in realtà quel terreno non c’entrava nulla. E non è vero neanche che ho fatto io il nome di Raffaele Arzu. Io, Arzu, lo conoscevo da quando non era ancora latitante».
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Sin dal processo Rocca, dunque, emerge quantomeno un contatto tra Pira e alcuni elementi della malavita ogliastrina. Un dato che sembra venire confermato dall’inchiesta sulle rapine ai furgoni portavalori. In questa inchiesta, secondo l’accusa, «Gavino Pira è risultato organico al sodalizio, soprattutto in relazione al traffico di droga. In una lunga conversazione con Giovanni Olianas ha criticato Luca Arzu perché contemporaneamente acquistava la sostanza per conto proprio da altri fornitori».
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Tra gli altri nomi dell’inchiesta della Dda già conosciuti alle cronache, c’è anche Carlo Olianas, Carletto come viene chiamato in Ogliastra. Olianas compare per la prima volta sui giornali quando il 17 dicembre del 2001, intorno alle 23, viene fermato dalla polizia in via Toscana, a Nuoro, mentre guida la Golf dove viene trovato anche l’allora latitante ogliastrino, Marcello Ladu. Ladu, aveva con sè la pistola che poi lo avrebbe inguaiato per l’omicidio del cacciatore beneventano Francesco Giamattei. Per questa vicenda Ladu è stato assolto in primo grado, e tre giorni fa, a Cagliari, è cominciato il processo di secondo grado che lo vede ancora tra gli imputati.
E sempre tra i nomi più conosciuti, nell’inchiesta sulle rapine, c’è anche quello di Mario Pirari. Quarantanove anni, nuorese, Mario Pirari in passato era stato condannato per l’omicidio del macellaio di Oniferi Mauro Lostia, un ragazzo di 24 anni assassinato nel cuore di Nuoro al termine di una rissa.
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