La Nuova Sardegna

Sogeaal cerca lavoro al Costa Smeralda

di Guido Piga
Sogeaal cerca lavoro al Costa Smeralda

Nella lettera all’Enac il direttore della società di gestione dello scalo algherese chiede di svolgere a Olbia servizi di handling

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OLBIA. Non è l’aeroporto di Olbia che vuole portare via lavoro e lavoratori a quello di Alghero, è quello di Alghero che vuole offrire i propri servizi a quello di Olbia. Nella contrapposizione tra i due scali del nord della Sardegna, tra il Sassarese e la Gallura, emerge una lettera che - insieme al superamento dei 2 milioni di passeggeri al Costa Smeralda, fatto avvenuto nel 2014 e confermatosi nel 2015 - fa chiarezza. È quella mandata all’Enac, l’ente che governa gli aeroporti italiani, da Mario Peralda (olbiese, ex dirigente di Meridiana), attuale capo della Sogeaal, la società (pubblica) che gestisce lo scalo algherese.

Nella lettera, scritta il 17 marzo, Peralda chiede all’Enac di ottenere il via libera per poter svolgere i servizi di handling anche nell’aeroporto di Olbia. Per i non addetti ai lavori, il servizio di handling consiste in questo: caricare e scaricare gli aerei, pulirli, rifornirli, fornire assistenza a terra ai passeggeri. Sogeaal lo fa già ad Alghero, e ora vorrebbe allargarsi. Perché si muove così? Perché puntare su Olbia? E che cosa c’entra l’Enac?

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Partiamo dall’ultima domanda. Peralda, nella lettera, fa riferimento a una legge: il decreto legislativo 18 del 1999 che disciplina i servizi di assistenza agli aerei. In particolare cita l’articolo 13. È quello che dà all’Enac il potere di stabilire se una società abbia tutti i requisiti per poter svolgere i servizi di handling. La verifica, a Roma, non è ancora cominciata: si vedrà come andrà a finire.

L’altra domanda è: perché Sogeaal ha preso questa decisione? Nella lettera di Peralda non è specificato. Secondo alcune voci, perché a chiederlo è stata l’Enac. Secondo altre fonti, perché Sogeaal cerca di tenere un suo mercato (e l’occupazione) dopo l’addio di Ryanair allo scalo di Alghero.

Olbia, in questa ottica, diventa un’opportunità, più che una minaccia. E lo è perché lo scalo gallurese cresce e sarà obbligato dall’Enac ad aprirsi alla concorrenza.

Oggi lo scalo di Olbia è guidato totalmente da Geasar, società dell’Aga Khan: dallo sviluppo delle rotte all’handling. Non potrà essere più così perché per legge, superati i due milioni di passeggeri, l’Enac deve fare un bando per i servizi di handling. Il tetto dei 2 milioni è stato abbattuto, per la prima volta, nel 2014 (50 anni dopo il primo volo di Alisarda, 40 anni dopo l’apertura del nuovo scalo).

L’Enac aveva concesso una proroga, per via della stagionalità. Ma anche nel 2015 Olbia ha avuto oltre 2 milioni di passeggeri (per la precisione, 2 milioni 240 mila contro i 2 milioni 128 mila del 2014). A breve, sentita Geasar, l’Enac dovrà dunque fare una bando pubblico per l’ingresso di una nuova società. Sogeaal, che cura uno scalo da 1 milione 678 mila passeggeri, dovrà andare sul mercato, fare la propria offerta, cercare di conquistare le compagnie aeree. E sfidare altre società, italiane ed estere, posto che vogliano partecipare. Una minaccia per Geasar? Dalla spa di Olbia nessun commento. Solo una frase: «Non c’è nessuna polemica da parte nostra».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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