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i piani criminali

Uno è finito in carcere: nuovo latitante cercasi

Uno è finito in carcere: nuovo latitante cercasi

SASSARI. Ho visto che vi hanno azzoppato e quindi non va più bene. È Francesco Monni a parlare, e si riferisce all’arresto di Pasquale Scanu, il latitante che la banda proteggeva e che utilizzava...

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SASSARI. Ho visto che vi hanno azzoppato e quindi non va più bene. È Francesco Monni a parlare, e si riferisce all’arresto di Pasquale Scanu, il latitante che la banda proteggeva e che utilizzava per compiere alcune azioni criminali. Come quella che il gruppo stava preparando e nella quale avrebbe dovuto avere un ruolo anche Scanu. Ma l’uomo, forse tradito dalla voglia di stare con una ragazza, era stato arrestato a Olbia. Ecco allora che la banda si ritrova all’improvviso senza un elemento e cerca di trovare una soluzione. Nella conversazione telefonica avvenuta proprio tra Monni e Giovanni Olianas il 3 maggio 2015, i due parlano del possibile rinforzo. E spunta il nome di un compaesano di Monni: si tratta dell’orunese Luigi Zori (estraneo a ogni accusa) latitante. Il giovane era accusato di un tentato triplice omicidio nei confronti di un allevatore del paese, Antonio Sestu, del figlio Emanuele e della nipotina. Un episodio che richiama un altro fatto di sangue accaduto a Orune nel 2004, il giorno della Domenica delle Palme: due ragazzi del paese, Pasquale Coccone e Amerigo Zori, furono uccisi in un bar del paese. Per quel delitto furono condannati altri due giovani, Alessandro Sestu e Mario Pala. Amerigo era il fratello di Luigi Zori, Antonio Sestu zio di uno dei due assassini.

La banda pensa a tirare verso di sè e si dice sicura di rintracciarlo nonostante sia latitante. Dice Francesco Monni: mischinetto, è bravo, già è a modo, dove lo metti rimane, lo trovo subito se è il caso. Seguono conservazioni dettagliate in cui la banda ripercorre le vicende del passato, gli omicidi, la fitta rete di parentele. Viene sottolineata più volte la facilità nel rintracciare persone, andare a prenderle nei posti dove trascorrono periodi di latitanza. La banda sembra conoscere molti segreti e zone d’ombra.

A un certo punto di Luigi Zori non si parla più. Il ragazzo viene lasciato perdere forse perché magari non è nemmeno buono, dice il compaesano Monni. A novembre i giudici del tribunale di Nuoro hanno assolto Luigi Zori dall’accusa di tentato omicidio nei confronti di tre componenti della della famiglia Sestu. (si.sa.)

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