«La legge 109 utile e incisiva per contrastare attività illegali»
SASSARI. Ma che cosa disciplina, esattamente, la Legge 109 approvata nel marzo 1996. E quali sono i suoi punti principali? A questo proposito - come si legge nel sito web dell’associazione Libera...
SASSARI. Ma che cosa disciplina, esattamente, la Legge 109 approvata nel marzo 1996. E quali sono i suoi punti principali? A questo proposito - come si legge nel sito web dell’associazione Libera - va ricordato che un anno prima del varo del provvedimento ci fu una raccolta di firme per introdurre il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati. «La gestione di questi beni - spiegano da Libera - diventò così una sorta di moderno contrappasso per contrastare le attività della criminalità organizzata e diffondere quella cultura della legalità che si pone come il principale anticorpo alle mafie». La legge in questione venne approvata in sede deliberante dalla Commissione Giustizia, in tempi da record e a legislatura finita.
Esistono tre diverse categorie di beni confiscati, ognuna con una precisa disciplina. I beni mobili (denaro contante e assegni, liquidità e titoli oppure autoveicoli e natanti), poi i beni immobili (appartamenti, ville, terreni edificabili o agricoli), «che – spiegano da Libera – hanno un alto valore simbolico perché rappresentano in modo concreto il potere che il boss può esercitare sul territorio che lo circonda, e sono spesso i luoghi prescelti per gli incontri tra le diverse famiglie mafiose». Infine i beni aziendali (industrie, aziende agroalimentari, ristoranti, pizzerie e così via).
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