La Nuova Sardegna

Nuovo sbarco nell’isola: in arrivo 667 migranti

di Dario Budroni
Nuovo sbarco nell’isola: in arrivo 667 migranti

È il primo dell’anno: nel porto canale di Cagliari anche 108 donne e 39 bambini La Protezione civile distribuirà acqua e bevande calde, poi le visite mediche

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SASSARI. Braccia, acqua potabile e bevande calde. L’isola si prepara ad accogliere nuovi disperati: uomini, donne e bambini che accettano il rischio di finire sul fondo del Mediterraneo pur di fuggire da bombe e persecuzioni. Sono 667 i migranti attesi per questa mattina al molo Rinfusa del porto canale di Cagliari. Si presenteranno con una coperta addosso e al massimo qualche ricordo nelle tasche. Sarà il primo sbarco del 2016. E con ogni probabilità non sarà neanche l’ultimo. Per la Regione si tratta di una nuova prova di solidarietà. La macchina dell’assistenza si è già messa in moto. Ieri pomeriggio i funzionari della Protezione civile e i volontari di diverse organizzazione, con il supporto di una gru dei vigili del fuoco, hanno innanzitutto montato il campo destinato all’accoglienza dei profughi.

I migranti. Arriveranno a bordo della Numancia, una nave della marina militare spagnola. I profughi saranno in tutto 667: 520 uomini, 108 donne e 39 bambini. Tutte persone soccorse nei giorni scorsi al largo delle coste libiche, dove si trovavano a bordo di due imbarcazioni, dalla stessa nave spagnola e anche dalla Diciotti, della Guardia costiera italiana. Dopo le identificazioni, il ristoro e le visite mediche, i profughi saranno trasferiti nelle numerose strutture di accoglienza sparse in tutto il territorio regionale.

L’assistenza. In cabina di regia c’è anche la Regione. L’assessore all’Ambiente Donatella Spano, che ha la delega alla Protezione civile, sa bene che il lavoro non sarà dei più semplici. «Siamo pronti a una nuova prova di solidarietà e ringrazio in anticipo le donne e gli uomini impegnati in questo primo sbarco del 2016» afferma l’assessore. Dalle 8 di questa mattina saranno circa 30 gli operatori, impegnati in due turni, che presteranno assistenza nel porto cagliaritano. Le unità con radio palmare saranno sei, due gli elettricisti di supporto. Inoltre l’Ente foreste invierà una autobotte per distribuire acqua potabile tra i 667 migranti. Un’altra autobotte sarà invece utilizzata per lavaggi e zavorre. Inoltre, per la prima volta, sarà disponibile un mezzo per l’erogazione di bevande calde, messo a disposizione da una delle associazioni di volontariato del sistema regionale di Protezione civile.

Emergenza continua. Quello di oggi sarà dunque il primo sbarco dell’anno. Ma è da tempo che la Sardegna è in campo per far fronte, nel suo piccolo, a quella che è una vera emergenza internazionale: migliaia di persone che tentano di raggiungere l’Europa a bordo di rottami galleggianti, lasciandosi alle spalle paesi distrutti da guerre civili e follie integraliste. Dal giugno del 2014 sono 8mila i migranti che sono arrivati in Sardegna. Ma solo una parte di loro è rimasta nelle 85 strutture allestite in tutto il territorio. Infatti non sono neanche 3mila le persone che possono restare in Sardegna, visto che all’isola spetta una quota pari al 2,9 per cento del numero complessivo di profughi presenti in tutta Italia.

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