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Oggi la convalida per i 20 fermati

Oggi la convalida per i 20 fermati

Il vicesindaco a capo del commando nascondeva a casa una parte del bottino

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NUORO. Dopo le prime notti in carcere, oggi i 20 arrestati compariranno nei vari tribunali di compentenza territoriale dove i giudici dovranno confermare i fermi disposti dal sostituto procuratore della Dda, Danilo Tronci. Nel tribunale di Lanusei Giovanni Olianas, il fratello Carlo e il cugino Giovanni saranno assistiti dall’avvocato Paolo Pilia. Mentre Pietro Paolo Lotto e Fabrizio Manca saranno difesi dall’avvocato Marcello Caddori. A Nuoro, gli avvocati Rinaldo Lai e Margherita Baragliu assisteranno gli orunesi Salvatore “Toreddu” Sanna, Francesco Monni e Vittorio Fogu. Decine di avvocati saranno comunque impegnati a Nuoro, Sassari e Oristano per assistere i loro clienti in questa fase delicatissima, che comunque non dovrebbe riservare clamorose sorprese. Anche se non bisogna dimenticare che, una decina di misure cautelari nei confronti di alcuni componenti della banda, non erano state accolte dal gip del tribunale di Nuoro quando il sostituto procuratore Giorgio Bocciarelli le aveva richieste. La Procura di Nuoro aveva infatti seguito passo passo le indagini portate avanti alla squadra mobile e della guardia di finanza fino a circa un anno e mezzo fa, quando poi l’inchiesta era stata spostata a Cagliari con l’ipotesi di reato di associazione a delinquere, sostenuta dal pm Danilo Tronci nel provvedimento di fermo.

Intanto, dalle pieghe delle indagini emerge un vorticoso giro di soldi intorno al vicesindaco di Villagrande. Prestiti agli amici senza neppure pretendere la restituzione a breve termine. Una generosità fuori dal comune quella di Giovanni Olianas, che quando un ex pezzo da novanta della malavita ogliastrina (Danilo Trudu amico fidato dell’imprendibile latitante Attilio Cubeddu, super ricercato da 19 anni, dopo non aver fatto rientro in carcere a Badu ’e Carros da un permesso premio nel 1997) si era presentato imbarazzato alla sua porta per chiedergli un prestito da 1000 euro, che però non avrebbe potuto restituirgli in breve tempo, l’aveva rassicurato, sciorinando con inaudita spavalderia, di aver prestato soldi a destra e a manca e di non averli avuti indietro nonostante fosse passato molto tempo.

Soldi, e tanti, ce n’erano in giro anche nella casa di Villagrande Strisaili. Tanto che anche i figli di Olianas avevano trovato una busta contenente denaro attribuendolo a incassi provenienti dall’hotel del padre «saranno almeno 5mila... un mazzo così di banconote da 50 euro... la prendiamo una a testa?» L’avevano detto alla madre che si era poi adirata dal marito per la sua superficialità.

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