La Nuova Sardegna

Rapine, il paese difende il vicesindaco: «Non può essere lui»

di Kety Sanna
Don Sebastiano, il parroco di Villagrande Strisaili
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Don Sebastiano, il parroco di Villagrande Strisaili

A Villagrande in molti non credono che gli Olianas siano il cuore della gang. Il parroco: «La sorella è provata, sono vicino alla famiglia»

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Dalle prime ore della giornata i villanovesi si sono precipitati nelle edicole per colmare la sete di notizie che dal giorno prima non era stato possibile placare. Tutti a leggere, per capire il ruolo dei loro concittadini, fermati con altre 17 persone (all’appello ne mancano ancora tre che si sono rese irreperibili), nell’ambito della maxi operazione denominata «La Sfida», condotta dalla polizia di Nuoro e Cagliari e dalla guardia di finanza barbaricina. Le forze dell’ordine hanno smantellato un'organizzazione specializzata negli assalti ai portavalori in Sardegna e in altri centri della penisola.

Ieri, però, in pochi hanno voluto commentare la notizia. «Per me sono brave persone – ha detto un anziano mentre si recava in chiesa per assistere alla liturgia della domenica delle Palme –. È una famiglia perbene e merita grande rispetto. Non riesco a credere che Giovanni sia coinvolto in questa storia. Aspetteremo l’evolversi della situazione».

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Il bar degli Olianas, sulla strada principale che corre lungo tutto il paese, era aperto ma vuoto. Certo, anche l’altro, due o trecento metri più su, in direzione della chiesa di san Michele Arcangelo, contava giusto pochi avventori seduti all’esterno, a godersi la tiepida mattinata di inizio primavera.

Davanti a loro la splendida cornice delle cime innevate del Gennargentu. Uno spettacolo mozzafiato in un’oasi di apparente tranquillità. «Preferiamo non dire nulla» hanno tagliato corto.

All'interno della chiesa, fresca di restauro, il parroco don Sebastiano ha appena concluso la messa: ha detto ai fedeli di pregare in questo triste momento. «Sabato anche la nebbia ha fatto la sua comparsa – ha esordito il sacerdote –. Qui non c’è mai. Ieri, invece, sembrava inghiottisse uomini e cose. In tanti abbiamo commentato questo “segno”. Pareva che anche quella fitta foschia volesse nascondere e proteggere il paese dalla gravità degli eventi. Non riesco a immaginare che Giovanni c’entri in questa storia – ha aggiunto –. Ho parlato con la sorella, è molto provata. Mi sento solo di dire che sono vicino alla famiglia che ha ricevuto un così duro colpo». Ieri la comunità di Villanova Strisaili ha anche accolto con grande devozione la nuova statua del Crocefisso. Un Cristo riprodotto in stile Settecento, ordinato da una ditta di Napoli, giunto proprio in occasione della domenica delle Palme ma anche della notizia che come un uragano ha travolto l’intero paese.

«Ma occorre guardare avanti – ha aggiunto commosso don Sebastiano – altre volte abbiamo sbagliato ma siamo riusciti a riprenderci. Anche adesso sarà così. Non sappiamo se i nostri fratelli siano colpevoli e non spetta a noi giudicare. Questa sarà una settimana di Passione, ricordiamoci però che Cristo poi risorge».

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