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Processo a Graziano Mesina, il pm: "E' solo un falso mito"

Graziano Mesina in manette
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Graziano Mesina in manette

L’ex re del Supramonte è accusato di essere ai vertici di una banda che trafficava droga

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CAGLIARI. «La società ha dato fiducia a Graziano Mesina, ma lui l’ha sempre tradita». Quello dell’ex primula rossa del banditismo sardo è un mito fasullo, per il pm Gilberto Ganassi, che nella mattina di oggi 22 marzo ha avviato la sua requisitoria contro l’ex re del Supramonte, accusato di essere ai vertici di una banda che trafficava droga. «Attorno a lui si è creato un alone di mito, come fosse portatore di una fierezza criminale», ha spiegato il pm davanti alla seconda sezione del tribunale di Cagliari.

«Ma la verità è che dopo il provvedimento di grazia, lui ha avviato un’ininterrotta attività illecita», ha rimarcato l’accusa ricordano i viaggi, le telefonate e le partite di stupefacenti che inchioderebbero Mesina - oggi assente in aula - alle contestazioni. Protagonista di rocambolesche evasioni, di fughe e colpi clamorosi, l’ex re del Supramonte è in qualche modo divenuto simbolo - a torto o a ragione - di un codice di valori. Una sorta di criminale fiero e benvoluto - questo vuole la vulgata - anche dalle sue vittime: i sequestrati che trattati con umanità gli restavano riconoscenti.

Una fama non sempre sorretta dall’oggettività delle carte delle indagini, ma che ha sempre accompagnato Mesina il quale era stato addirittura chiamato a partecipare al programma televisivo l’isola dei famosi, una candidatura naufragata tra le polemiche. La requisitoria avviata oggi, durante la quale l’ex primula rossa è stata descritta come un banale e feroce delinquente che trafficava droga, programmava nuovi sequestri di persona e spendeva in gratta e vinci, potrebbe concludersi il prossimo 12 aprile quando verranno quantificate le richieste di condanna.

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