Tragedia sul bus in Spagna, parla il padre di una studentessa cagliaritana: «Mia figlia ha visto lo schianto»
L’avvocato Carlo Balconi non ringrazierà mai abbastanza sua figlia per la telefonata di domenica quando dalla sua viva voce ha saputo del terribile incidente avvenuto tra Valencia e Barcellona
CAGLIARI. L’avvocato Carlo Balconi non ringrazierà mai abbastanza sua figlia per la telefonata di domenica quando dalla sua viva voce ha saputo del terribile incidente avvenuto tra Valencia e Barcellona nel quale erano morte tra gli altri sette ragazze italiane e studentesse di Medicina come lei. Francesca Balconi ha chiamato i suoi genitori proprio perché non voleva che si preoccupassero per lei. Sicura che avrebbero saputo, ha voluto arrivare prima della spaventosa notizia. «Dopo che ho parlato con mia figlia - spiega l’avvocato Balconi - ho avvisato subito le persone che certamente si sarebbero preoccupate moltissimo se avessero saputo di questo terribile incidente. Mi pare di aver capito da mia figlia che nessuno della sua comitiva conosceva le ragazze coinvolte nell’incidente. Mia figlia mi ha chiamato subito, appena arrivata a Barcellona, quando ha saputo per intero ciò che era capitato. Lei ha viaggiato con un altro gruppo, credo che fossero cinque, sei pullman».
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Tra Valencia e Barcellona ci sono 350 chilometri, il viaggio di ritorno è cominciato alle 5.30, Francesca e certo molti compagni di viaggio si sono addormentati. «Mia figlia stava domendo, si è accorta che il pullman ha rallentato, ha aperto gli occhi e ha visto che sull’altra carreggiata c’era un pullman rovesciato su un fianco. Era buio, non lo ha riconosciuto, mi ha detto anzi che pensava fosse un mezzo coinvolto in un incidente avvenuto nell’altra carreggiata. Più tardi ha capito che quando è passata lei l’incidente era successo da poco perché mia figlia ricorda che quel mezzo era partito mezz’ora prima di loro. Ma proprio non immaginava che fosse quello, lo ha scoperto a Barcellona». Ed è a quel punto che ha chiamato i genitori. La famiglia sapeva che la ragazza doveva andare alla festa di Las Fallas, sapeva che sarebbe andata in pullman e che la gita sarebbe durata un giorno soltanto. A Barcellona Francesca e i suoi coetanei partiti da Cagliari stanno facendo una bella esperienza: «Barcellona per la medicina offre molto», commenta l’avvocato. Il numero di telefono di Francesca suona a vuoto e poi scatta la segreteria: «Ho mandato a mia figlia un messaggio su whatsapp per dirle che vorreste parlare con lei – conclude il professionista – ma è possibile che sia in biblioteca e so che non c’è campo». (a.s.)
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