La politica sotto choc: «Un colpo al cuore»
Gli europarlamentari Cicu (FI) e Moi (M5S) a due passi dall’esplosione. Soru (Pd) bloccato a Roma
CAGLIARI. L’eurodeputato Salvatore Cicu (Forza Italia) era a un passo dal suo ufficio di Bruxelles quando è esplosa la bomba alla stazione di Maelbeek, non lontano dalla city. Giulia Moi (Movimento Cinque stelle) era appena uscita dall’ascensore quando le vetrate del Parlamento hanno cominciato a vibrare. Renato Soru (Pd) è rimasto bloccato all’aeroporto di Roma: era in partenza per Bruxelles, poi i voli per il Belgio sono stati cancellati e ha rinunciato. Fra i deputati europei sardi c’è chi ha vissuto la mattina del terrore in prima persona. Neanche dieci minuti dopo il boato nella metropolitana Cicu ha rilanciato subito sul web le prime sensazioni: «Il Parlamento è bloccato. Non si può né entrare e neanche uscire. L'esplosione è avvenuta qui vicino mentre arrivavo a piedi. Qui si respira un clima di terrore pesantissimo. Vogliono farci vivere con la paura, non ci riusciranno». Con i telefoni bloccati per ore, anche Giulia Moi ha affidato ai social il suo diario: «Ancora un colpo al cuore dell'Europa con una serie di attentati avvenuti poche ore fa all'aeroporto e nelle stazioni della metro. Riusciremo a rialzarci e lo faremo in fretta». È rimasto invece a Roma, il terzo parlamentare europeo sardo, Renato Soru, segretario regionale del Pd. «Visto quello che è accaduto ho rinunciato a partire», ha detto. Anche la risposta del Consiglio regionale e della Giunta è stata forte anche a Cagliari. Prima del minuto di silenzio per le vittime, il presidente Gianfranco Ganau ha detto: «Quanto accaduto sconcerta e addolora. Ancora una volta questi fatti ci lasciano basiti e increduli. Un altro attacco all'Europa, dopo quello di Parigi, nel cuore delle sue istituzioni che lascia un triste e terribile bilancio. Oggi – ha aggiunto – serve uno «sforzo ulteriore per garantire la sicurezza dei cittadini. Ma la paura non può e non deve vincere perché è l'unico vero obiettivo che i terroristi vogliono: distruggere quei valori di civiltà, democrazia, libertà e pace così duramente conquistati dall'Europa». È anche necessario – ha aggiunto – che «il dialogo, la politica e la diplomazia facciano da argine al terrorismo. Perché la soluzione non può essere certo una guerra ed è questo il vero pericolo che rischiamo di correre: un vortice di violenza e terrore che porterà ancora morte e distruzione» Da Roma il governatore Francesco Pigliaru ha postato su Facebook: «I terroristi non riusciranno a farci paura. Continueremo a lavorare a Bruxelles per il Comitato delle Regioni d’Europa. Continueremo a lavorare per rinforzare una cooperazione euromediterranea basata sulla pace e sulla democrazia» (ua)
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