Spettacolo, i tagli nel mirino
Le compagnie teatrali contro la legge Milia e i contributi dimezzati
CAGLIARI. Una bara con la scritta «fu comparto spettacolo» e subito sotto la della Sardegna tempestata di croci per puntare l'attenzione sulle «esigue risorse» per le compagnie teatrali, di danza e di musica. Si sono presentati così, davanti al Consiglio regionale, i lavoratori dello spettacolo della Sardegna. Era una rappresentanza dei 2mila operatori che lavorano nelle 100 associazioni finanziate dalla Regione. «Da alcuni anni, con la delibera dell'allora assessore alla Pubblica Istruzione Sergio Milia, sono stati tagliati del 60 per cento i fondi alle compagnie e alle piccole e medie imprese - sostengono i portavoce del gruppo - Oggi quel documento va rivisto e vanno rivisti soprattutto i criteri di ripartizione delle risorse che noi utilizziamo anche per le attività di formazione e laboratori nei vari Comuni». Secondo i manifestanti anche le risorse previste nella Finanziaria 2016 non sono sufficienti per il comparto: a disposizione, stando alle tabelle allegate alla manovra contabile all’esame del Consiglio, ci sono 500mila euro. «Noi diciamo – hanno detto – che per garantire la sopravvivenza del comparto servirebbero almeno il doppio del finanziamento». Già l’anno scorso le compagne avevano protestato contro la legge Milia e alla fine era stato trovato un accordo di massima con l’attuale assessore Claudia Firino per rivedere i criteri di ripartizione dei fondi, ma le attese sono andate deluse.
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