A Olbia primi segnali di vacanze
Alberghi ancora in letargo, le altre attività sono pronte ad accogliere i visitatori
OLBIA. Mare blu, sabbia bianca e qualche ruspa. C'è sicuramente di peggio nella vita che un fine settimana di Pasqua a Pittulongu, borgo marino della turistica Olbia. Anche se il cartello virtuale all'ingresso recita “Lavori in corso”. Ecco quindi che alla vigilia della Pasqua "bassa" per antonomasia (fine marzo), occorre mettere qualche pezza a un inverno di disastri. Forse l'immagine non è delle più turistiche, con le transenne a delimitare il tratto di strada eroso e crollato che declina verso la parte finale della spiaggia principale di Pittulongu, per gli olbiesi semplicemente La Playa. Poi ci sono le tracce visibili del mare di liquami che aveva invaso la strada poco meno di un mese fa, causa mal funzionamento delle pompe di sollevamento. Piccoli grandi problemi di un litorale che nel venerdì che anticipa il fine settimana pasquale, considerato la prima prova tecnica di vacanze, vede qualche sparuto avventore intento a godersi lo spettacolo di Tavolara davanti a un piatto di spaghetti.
Ristoranti sì, alberghi no. Gli alberghi di Pittulongu sono chiusi. Quelli di Olbia si sono riempiti di turisti. Ma per le strutture stagionali sarebbe antieconomico aprire pochi giorni, per poi dover chiudere di nuovo. «Ne abbiamo approfittato per fare dei lavori di ristrutturazione – spiegano dalla reception del Luna Lughente, collina che si affaccia su Pittulongu – la Pasqua è troppo bassa, non ne valeva la pena». Più o meno lo stesso ragionamento del Pellicano d'Oro, albergo sulla spiaggia. «Noi apriamo il primo maggio –spiega Valentina Secchi, sales manager dell'hotel – la Pasqua a fine marzo è troppo anticipata, ci sono gli alberghi che restano aperti tutto l'anno». L'hotel Stefania non fa eccezione. A godere del fine settimana "mordi e fuggi", è proprio il caso di dirlo, sono i ristoranti. Quelli sulla spiaggia di Pittulongu hanno però pareri discordanti. Con il Mama Beach chiuso, i due locali che offriranno pasti caldi davanti al mare di Olbia sono Il Tetto rosso e la Trattoria Rossi. «Qui abbiamo clienti soprattutto occasionali, la Pasqua a fine marzo non aiuta, gli alberghi sono chiusi, noi resteremo aperti, ma non abbiamo molta gente che prenota prima – dice Gianpietro Muzzu, proprietario del Tetto Rosso – sono andato a fare la spesa e non ho visto molti ristoratori».
Pulizie pasquali. Un paio di tedeschi camminano sulla spiaggia, pulita per l'occasione. Ad attenderli, all'estremità dell'arenile, transenne e una piccola voragine provocata dal recente crollo di parte della strada per le piogge. «Sono intervenuti dal Comune per pulire un po’ la spiaggia e hanno messo della ghiaia in corrispondenza del crollo» racconta Muzzu. Più ottimista Antonio Rossi, della omonima trattoria, che vede nella Pasqua bassa una opportunità. «Meno male che è arrivata, almeno c'è gente – spiega Rossi – noi abbiamo aperto sabato scorso e nel 2015 abbiamo chiuso a novembre». Pasqua al completo, Pasquetta quasi, gli affari nel fine settimana di (semi) apertura della stagione non sono disprezzabili. Comincia anche a comparire qualche turista, prevalentemente tedeschi. Ma i numeri sono ancora parziali.
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