Banca dati del Dna dal governo arriva il via libera
Prelevati e conservati i profili genetici dei condannati Soddisfatti Alfano e Orlando: «Formidabile strumento»
ROMA. Mentre sale l’allerta terrorismo, arriva un nuovo strumento nelle mani di chi indaga: la Banca dati nazionale del Dna, attesa da anni. Il Consiglio dei ministri oggi ha approvato il regolamento che ne disciplina l’istituzione, le modalità di funzionamento e di organizzazione. La novità sarà d’aiuto anche nella risoluzione dei cold case e nell’identificazione delle persone scomparse. Soddisfatti i ministri dell’Interno e della Giustizia.
«Abbiamo realizzato un passo in avanti - ha spiegato Angelino Alfano - che ha pochi precedenti in Europa. Si tratta di un formidabile strumento dal punto di vista informatico che consentirà l’archiviazione di dati che saranno importantissimi sia nella lotta al terrorismo che nella lotta criminalità organizzata e nel contrasto all’immigrazione irregolare». Andrea Orlando, da parte sua, ha parlato di «passo fondamentale per aumentare il livello di sicurezza del Paese. La Banca dati - ha aggiunto - consentirà non solo di agevolare le indagini, ma anche di affrontare casi che sono considerati irrisolti alla luce della strumentazione disponibile». La Banca dati farà capo al ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica sicurezza; il Laboratorio centrale, invece, a quello della Giustizia, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Una suddivisione per tenere distinte, ma in stretta collaborazione, le due strutture.
Dotato di macchinari robotizzati per le varie fasi di tipizzazione del dna, situato a Rebibbia, il laboratorio avrà il compito di estrarre i profili, per poi inviarli alla Banca dati. Vi opereranno agenti della penitenziaria e genetisti. Nelle singole carceri, inoltre, sono già state predisposte le cosiddette stanze bianche con i kit per il prelievo del dna ai detenuti. Il regolamento approvato stabilisce le tecniche e modalità di acquisizione dei campioni biologici, di gestione e tipizzazione dei profili del dna, nonchè di alimentazione della Banca dati, di trattamento e di accesso per via informatica e telematica ai dati raccolti. Prevede inoltre disposizioni per la consultazione della Banca per finalità di cooperazione transfrontaliera.
La cancellazione dei profili del Dna e la distruzione dei campioni biologici è prevista a seguito di assoluzione con sentenza definitiva perché il fatto non sussiste, perché l’imputato non lo ha commesso, perché il fatto non costituisce reato; a seguito di identificazione di cadavere o di resti cadaverici, e del ritrovamento di persona scomparsa; quando le operazioni di prelievo sono state compiute in violazione delle disposizioni in tema di prelievo di campione biologico e tipizzazione del profilo del Dna.
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