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Commozione per l’ultimo saluto ad Alì

Commozione per l’ultimo saluto ad Alì

Il somalo di 15 anni era stato colpito dalla broncopolmonite durante il suo viaggio della speranza

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CAGLIARI. Alì Nur Abshir aveva compiuto 15 anni tre mesi fa. Ieri mattina è stato sepolto nel cimitero di San Michele, a Cagliari, dove era giunto lunedì scorso con un maxi sbarco di 670 profughi somali, tra cui decine di bambini.

Era alto un metro e ottanta centimetri, pesava appena 39 chili. Uno stato evidente di denutrizione che ha minato il suo fisico e non gli ha permesso di combattere la broncopolmonite che lo aveva colpito durante la dura attraversata del Mediterraneo, su barconi stipati di profughi. I medici dell’ospedale San Giovanni di Dio hanno tentato in tutti i modi di salvarlo, ma invano.

Alì Nur fuggiva dalla fame, dalla guerra, dalla dittatura. Aveva affrontato il viaggio della speranza senza avere vicino un familiare, un parente, un amico. Non ce l’ha fatta: il sogno e la speranza li ha portati con sé, sono stati seppelliti insieme lui in angolo di verde del cimitero di San Michele, dove già si trovano le tombe interrate di altri immigrati africani.

Il funerale è stato organizzato dall’Azienda ospedaliera universitaria in collaborazione con il Comune, rappresentati alle esequie dal commissario straordinario Giorgio Sorrentino e dall’assessore alle Politiche sociali, Luigi Minerba. La breve orazione funebre nella sala del culto del camposanto è stata presieduta da un imam.

Al rito hanno partecipato anche diverse persone appartenenti alla comunità somala e che da tempo vivono nel capoluogo sardo. (l.on)

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