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I migranti contro i trasferimenti

I migranti contro i trasferimenti

A Idomeni sale la tensione per gli spostamenti in campi attrezzati

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ROMA. Alta tensione ieri alla tendopoli dei migranti presso Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, dove sono giunti 20 autobus che dovrebbero iniziare a trasferire i migranti - circa 12.000 - che da settimane si accalcano sul confine macedone con la speranza che si riapra la “rotta balcanica” verso il nord Europa. Molti hanno inscenato proteste, sedendosi a terra con cartelli dicendo di non volersi trasferire nei campi organizzati: in seguito all'accordo Ue-Turchia sono ora luoghi da dove non potranno muoversi e da dove potrebbero essere rispediti sulle coste anatoliche. Secondo i media greci, i bus - uno solo sarebbe riuscito a partire carico - dovrebbero trasferire circa 1.000 persone nei campi attrezzati di Pieria (a sud di Salonicco) ed Imathia (a est della città). Le proteste di migranti e rifugiati sono all'ordine del giorno dopo l'intesa tra i 28 ed Ankara, che prevede espulsioni per chi non ha diritto allo status di rifugiato in cambio di profughi aventi diritto dalla Turchia, un'intesa duramente criticata dall'Unhcr e da molte ong che assistono i migranti. Prosegue, tra gli altri, uno sciopero della fame di circa 100 curdi iracheni a Idomeni.

Momenti di tensione sono anche durante la distribuzione di generi alimentari alla tendopoli, sulla quale soffia un vento gelido che aggrava la già disperata situazione degli immigrati. Proteste anche a Salonicco, dove nella piazza Antica Agorà si sono accampati una cinquantina di migranti dal campo di accoglienza di Diavaton. Protestano per le condizioni nel campo. Fanno loro assistenza militanti del movimento antirazzista Kerfi. Secondo il governo di Atene sono poco meno di 50mila i migranti e i rifugiati attualmente in territorio greco, la maggior parte dei quali - quasi 14mila - in vari centri dell'Attica, la regione della capitale. Sulle isole del Dodecaneso ci sono attualmente 4.680 persone, oltre la metà delle quali a Lesbo. Intanto, la Bulgaria ha annunciato di essere pronta ad erigere una barriera ai confini con la Grecia in caso di necessità per bloccare il flusso di migranti che decidessero di aprire una rotta alternativa a quella balcanica. Lo ha detto il premier Boyko Borisov in Parlamento. Il premier si è detto preoccupato del fatto che il governo di Atene non abbia preso misure nel corso degli ultimi mesi.

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