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Sanità, il costo è deciso: 3 miliardi

Sanità, il costo è deciso: 3 miliardi

Il Consiglio approva la spesa in attesa della riforma: è metà del bilancio regionale

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CAGLIARI. Tre miliardi e 130 milioni sarà il costo della sanità in quello che dovrebbe essere l’ultimo anno orribile prima della grande riforma e nella speranza di un bilancio non più soffocato dai conti in rosso. Il Consiglio regionale ha approvato la spesa prevista nella Finanziaria 2016: 2 miliardi e 850 milioni per le spese correnti delle Asl e delle Aziende miste: chissà se basteranno. Con altri 280 milioni sarà pagata la prima maxi rata del piano di rientro triennale. Ma da sempre la sanità è un pozzo senza fine non solo per quanto costa: è anche un inesauribile ginepraio di polemiche e conflitti. Così non sono mancati i battibecchi dopo la nomina di un toscano a coordinatore del Centro regionale trapianti, o di un siciliano ingaggiato dall’Asl 1 per riorganizzare il dipartimento «salute mentale». Nulla contro gli stranieri, hanno detto diversi consiglieri, ma «ricordiamoci che ci sono molti medici sardi disoccupati», è stato il messaggio sibillino. Sta di fatto che la sanità, nella contabilità e nelle scelte, ha bisogno di una scossa. «Non partiamo da zero – ha replicato l’assessore Luigi Arru – Dall’inizio della legislatura è massimo l’impegno per ridurre la spesa, ma allo stesso tempo dobbiamo sollevare gli standard di qualità dell’offerta sanitaria regionale». È chiaro che molto dipenderà non solo dal saper prosciugare il deficit, intorno ai 700 milioni, ma anche da come sarà ridisegnato l’intero sistema: dall’Azienda unica, al posto delle attuali 8 Asl, fino all’Areus per le emergenze-urgenze. «È un lavoro impegnativo – ha aggiunto l’assessore – che abbiamo cominciato e dovrebbe dare presto i primi risultati, com’è avvenuto quest’anno con un risparmio di sei milioni nella spesa farmaceutica». Il vero problema – anche se non è l’argomento del momento – resta quello dell’organizzazione della rete ospedaliera. Ad esempio Forza Italia (partito d’opposizione) ha detto: «Agli abitanti del centro Sardegna dovranno essere garantiti gli stessi servizi di chi risiede intorno ai poli di Cagliari e Sassari». L’Udc, sempre dai banchi della minoranza, ha ricordato «le recenti ribellioni delle zone interne: hanno paura di essere abbandonate al loro destino». Un altro partito della minoranza, il Psd’Az, ha aggiunto che «i piccoli ospedali sono sempre più in difficoltà», mentre i Riformatori hanno denunciato: «A fine mese sarà rinnovato l’incarico ai commissari delle Asl e invece è arrivato il momento di mettere fine al caos delle repubbliche indipendenti della spesa». La maggioranza ha fatto quadrato intorno all’assessore. I Rossomori hanno detto che «sulla prevenzione è stato fatto molto ma non basta ancora». Sel ha parlato di «approccio eroico nel governare e districare finalmente un groviglio che va avanti da decenni». Il Pd ha rilanciato: «Dobbiamo uscire da una situazione molto difficile e non è più possibile che una sanità fuori controllo continui a divorare oltre la metà del bilancio regionale». Il Centro Democratico ha indicato una soluzione drastica: «Basta con le eccessive ingerenze e connivenze della politica nel sistema». Al di là dei costi, ora ufficiali, la Giunta sa bene che sulla sanità lo scontro sarà ancora più forte nelle prossime settimane dentro e fuori la maggioranza di centrosinistra. Subito dopo la Finanziaria in Consiglio dovrebbe approdare la nuova rete ospedaliera e allora risalteranno fuori le vecchie frizioni. Ma come dice da sempre l’assessore Luigi Arru: «Con coraggio, affrontiamo con decisione il vero e grande problema della Sardegna per risolverlo e poi far ripartire una sanità meno cara e molto più efficiente». Non sarà facile, ma è un dovere almeno provarci. (ua)

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