L'addio di Ryanair, la rabbia dei passeggeri: ci sentiamo in trappola

La cancellazione delle rotte provocherà numerosi disagi tra lavoratori e turisti: «Siamo tagliati fuori. Da ora in poi viaggiare o tornare a casa sarà più difficile»

ALGHERO. Il popolo del trolley comincia a sentirsi in trappola. Si incammina verso i controlli di sicurezza consapevole che nulla sarà più come prima. Perché tornare a casa, oppure progettare un viaggio in Europa, da ora in poi sarà una impresa titanica. La scomparsa delle storiche tratte di Ryanair è una botta che cambierà le abitudini di migliaia di persone. E ieri pomeriggio, davanti al terminal delle partenze dell’aeroporto algherese, lo si è capito molto bene. I passeggeri che hanno preso gli ultimissimi voli per Girona-Barcellona, Madrid e Treviso hanno tutti raccontato la stessa storia fatta di incognite, rabbia e anche rassegnazione.

Barcellona addio. In fila per il metal detector c’è Paola Idini, sassarese, architetto, che da 3 anni vive e lavora a Barcellona. Ieri è tornata nella sua città d’adozione senza sapere come e quando potrà mettere nuovamente piede nell’isola. «Come farò? Proprio non lo so, diciamo che sono disperata – racconta –. Sono tornata a Sassari per una breve vacanza, per rivedere i miei parenti. Ma la prossima volta sarà molto più devastante: dovrò tornare con Alitalia e sfruttare qualche coincidenza, con la speranza di non perderla». Josefina Pitrelliè invece venezuelana ma da anni vive ad Alghero. Ieri ha accompagnato sua sorella in aeroporto. «Lei abita a Barcellona e grazie a questo volo è venuta a trovarmi spesso in Sardegna – racconta –. Ora non potrà farlo più. Oppure dovrà trovare chissà quale alternativa». Ma c’è anche chi ha approfittato degli ultimi voli per una vacanza al fotofinish. «Siamo sbarcati ora, giusto in tempo – racconta Gianni Camboni, sassarese, circondato dalla sua famiglia –. Abbiamo passato qualche giorno a Barcellona e siamo riusciti a prenotare l’ultimo volo. Ryanair ci ha permesso di organizzare diversi viaggi. Da ora in poi tutto questo sarà quasi impossibile».

Madrid, fine della corsa. Sull’ultimo aereo per la capitale spagnola è salita Laura Lepori. «Lavoro lì dal 2008 e sono abituata a tornare in Sardegna con una certa frequenza, anche una volta al mese – spiega –. Ora invece dovrò rivedere le mie abitudini. Spero solo che mettano un altro vettore, altrimenti mi toccherà fare scalo a Milano e spendere molto di più. È un vero peccato, anche per questo aeroporto: l’avevano rinnovato e reso più accogliente...». Patrizia Caddeo, di Sardara, lo dice chiaro e tondo: «Sono già arrabbiata». La scomparsa della tratta per Madrid le scompiglierà tutti i piani. «La Sardegna sarà tagliata fuori da tutto – dice –. Io lavoro a Madrid e la prossima volta, per tornare dai miei, dovrò fare scalo a Roma o Milano. E certe volte i biglietti sono talmente cari che si fa prima ad andare in Thailandia. Ho anche tanti amici che vorrebbero visitare la Sardegna, penso che saranno costretti a rinunciare».

Nord-est più lontano. Alghero perde così il suo filo diretto con la Spagna, con Barcellona e Madrid. Ma gli umori dei passeggeri sono gli stessi anche davanti agli imbarchi per Treviso. Carmelo Marini, che abita vicino Sassari, è partito con la moglie per passare la Pasqua insieme alla figlia, che abita in Veneto. «Come torneremo? Ci toccherà andare in treno a Bologna e prendere un aereo da lì – racconta –. Sarà un viaggio sicuramente scomodo e lungo. La prossima volta prenderemo una nave per Livorno e raggiungeremo il Veneto in macchina».

Francesca Piras è di Tula ma abita a Padova. È tornata in Sardegna per prendere l’anziana mamma e portarla con sé in Veneto, per passare la Pasqua insieme. «Tra qualche giorno farò la stessa cosa, tornerò qui per riaccompagnare mia madre a Tula – racconta –. Ma dovremo partire da Bologna. La tratta per Treviso era sicuramente la più comoda». Fabrizio Fadda e la sua famiglia sono partiti per una due giorni a Venezia. Poi torneranno tutti da Bologna. «Grazie a Ryanair noi sardi siamo diventati dei viaggiatori – racconta –. Negli anni siamo riusciti a visitare città come Barcellona, Madrid, Roma. Tutto questo grazie a voli diretti e a basso costo. Penso proprio che sia finita un’era». La malinconia da ultimo giorno di scuola ha contagiato anche i lavoratori. Il pilota dell’ultimo volo per Treviso, per esempio, ha voluto salutare i passeggeri al microfono. Si è quasi scusato, sperando che quello di Ryanair sia solo un arrivederci.

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