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Acqua inquinata negli uffici: parte l’esposto alla Procura

Acqua inquinata negli uffici: parte l’esposto alla Procura

CAGLIARI. È quasi un mese che alla nuova sede dell’assessorato regionale al Lavoro l’acqua non è potabile: a stabilirlo è stato l’ufficio igiene dell’Asl 8. Ad oggi però nessuno s’è mosso: vige il...

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CAGLIARI. È quasi un mese che alla nuova sede dell’assessorato regionale al Lavoro l’acqua non è potabile: a stabilirlo è stato l’ufficio igiene dell’Asl 8. Ad oggi però nessuno s’è mosso: vige il divieto all’uso umano imposto dalla direzione generale e gli impiegati vanno avanti con qualche fornitura di acqua minerale in bottiglia. Comunicati sindacali, segnalazioni ad ogni livello non hanno modificato la situazione, così come è passata sotto silenzio la nota con la quale Abbanoa ha dato ragione a chi protesta: non è un problema di rete pubblica, i colibatteri fecali che sgorgano dai rubinetti del palazzo di via San Simone, proprietà dell’Immobiliare Europea dell’editore Sergio Zuncheddu, provengono dalle tubazioni interne, come se le fognature inquinassero il serbatoio che serve gli uffici. La conferma è arrivata dalle verifiche tecniche: all’ingresso negli impianti di via San Simone l’acqua è potabile, solo all’uscita dai rubinetti la concentazione di colibatteri supera pesantemente i limiti di legge. Ora però i sindacati dei dipendenti regionali – Cgil-Fp, Uil-Fp, Sadirs e Fedro - hanno deciso di rompere gli indugi: un esposto-denuncia firmato dai segretari regionali è già all’attenzione della Procura della Repubblica e del Nas dei Carabinieri. Nel documento viene illustrata la situazione, mettendo in chiaro come l’inquinamento dell’acqua significhi un rischio per la salute dei dipendenti, del personale delle pulizie e dell’utenza. Le organizzazioni chiedono di essere sentite dal magistrato. Le accuse dei sindacati riguardano la Regione, che attraverso la direzione generale dell’assessorato al Lavoro «si è limitata a disporre restrizioni nell’uso dell’acqua potabile» a giudizio dei sindacati «assolutamente insufficienti a tutelare correttamente la salute dei dipendenti, del personale delle pulizie e degli utenti». Di più: «Lascia stupefatti - è scritto nell’esposto - che gli uffici competenti abbiano dato il benestare per il trasferimento dei dipendenti in un edificio in affitto che ha sempre presentato molte problematiche, da tempo messe inutilmente in evidenza dalle organizzazioni sindacali e dai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza». Trasferimento avvenuto dopo una battaglia durissima tra chi - la Regione - sosteneva l’inevitabilità della scelta, legata alle condizioni della vecchia sede. E chi, i sindacati e il personale, ha sempre sostenuto che sarebbe stato più conveniente ristrutturare gli uffici dell’ex Enalc per risparmiare i 900 mila euro annui di affitto, che la Regione versa nelle tasche dell’Immobiliare Europea in cambio di uffici ritenuti inadatti e a rischio per la salute. (m.l)

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