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Crisponi: «Difendiamo la nostra identità»

Crisponi: «Difendiamo la nostra identità»

L’ex assessore e imprenditore sposa l’iniziativa del sindaco fiorentino: è una norma di buon senso

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SASSARI. Il più attento studioso della questione fiorentina è Luigi Crisponi. L’ex assessore regionale al Turismo e imprenditore del settore ricettivo fa il tifo a distanza per il sindaco di Firenze, Dario Nardella. «Cosa ne penso di quel provvedimento? Sono decisamente a favore, sto seguendo la vicenda fin dalle prime battute e mi sembra proprio una norma di buon senso. Anche la Sardegna, almeno in quei centri con determinate caratteristiche e tradizioni, dovrebbe muoversi in questa direzione» commenta deciso l’ex assessore. Luigi Crisponi spiega subito il perché. «Le liberalizzazioni di Bersani hanno generato troppe disfunzioni – spiega –. Il pericolo è quello di trovarci, con tutto il rispetto, con troppi kebab e pochi ristoranti che vendono prodotti locali. Questa è una disfunzione che va assolutamente combattuta». Luigi Crisponi, ora consigliere regionale dei Riformatori, ha da poco lavorato, insieme alla collega del Pd Daniela Forma, per l’approvazione di una legge che tutela il pane fresco. «Bisogna muoversi in questo senso e senza perdere tempo – continua Crisponi –. Oggi più che mai la qualità è un valore che non si può mettere in discussione. E senza un freno si rischia di tornare pericolosamente indietro». Secondo il consigliere regionale il provvedimento firmato dal sindaco di Firenze ha tutte le carte in regola per innescare il dibattito nell’isola. «È interessante e anche intrigante. Potrebbe funzionare da scossa elettrica – aggiunge Luigi Crisponi –. Anche a casa nostra stiamo facendo i conti con una certa irruenza dovuta alle liberalizzazioni. Con uno strumento simile a quello del comune di Firenze, invece, chi deciderà di aprire una nuova attività lo farà con una consapevolezza diversa. E quindi si organizzerà di conseguenza». Crisponi, comunque, sa bene che la strada, soprattutto per quanto riguarda il sistema della produzione locale, non è in discesa. Non sempre i piccoli produttori riescono a stare al passo dei grandi ristoranti. «Certi provvedimenti possono servire anche per far crescere la produzione e l’intero sistema – conclude l’ex assessore regionale –. Nell’isola c’è ancora molta strada da fare e serve sicuramente un ragionamento ampio. Però allo stesso tempo dobbiamo fare in fretta e sforzarci per lavorare decisi per salvaguardia della produzione che contraddistingue la nostra isola». (d.b.)

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