Murtas in ufficio, arriva la Finanza
La Procura invia le Fiamme Gialle alla sede per allontanare il dirigente interdetto
CAGLIARI. Incassata l’ordinanza di sospensione dall’incarico, il direttore generale Sandro Murtas si è presentato ugualmente agli uffici di Abbanoa, in viale Diaz. Ha salutato alcuni funzionari, si è trattenuto a parlare con l’amministratore Alessandro Ramazzotti. Pochi minuti e un’auto della Guardia di Finanza è comparsa all’ingresso della società. Ma quando i finanzieri, mandati direttamente dal pm Giangiacomo Pilia, hanno raggiunto i piani alti degli uffici, Murtas era già andato via. Di lui restavano le foto della sua automobile e alcuni filmati, girati forse dagli stessi dipendenti che hanno allertato la Procura. Adesso l’ex direttore generale è in ferie, mentre lo scenario prossimo venturo resta incerto. Le prime voci davano un ritorno immediato di Murtas con incarico diverso, annunciato ad alcuni dirigenti dall’amministratore, che ha provvisoriamente assunto i poteri di direttore generale. Sembra che questo progetto, alla luce dei pareri legali e dell’arrivo della Finanza, sia stato accantonato. L’attenzione si sposta quindi sul ricorso in appello contro l’ordinanza del gip Casula, cui lavora l’avvocato Massimiliano Ravenna. La sorte di Murtas è legata alla decisione-bis: dentro o fuori lo stabiliranno i giudici della seconda sezione del tribunale, che studieranno anche il problema dei termini di sospensione. Il gip non ha indicato una scadenza, la legge sembrerebbe prevederla.
Il perché della sospensione - le esigenze cautelari - sono riferite alle accuse di abuso d’ufficio, all’umiliazione dei dipendenti, ai comportamenti riassunti nella mail del revisore legale e del sindaco di Abbanoa, datata 25 novembre 2012, che il gip riporta testuale a motivazione del provvedimento: «La continuità aziendale - è scritto - è stata pregiudicata già da una conduzione incompetente dell’azienda, ogni giorno che passa escono ordini di servizio che portano ad un sempre maggiore accentramento della struttura, delegittimazione dei dirigenti, appiattimento delle funzioni ai livelli bassi, insomma l’unico obbiettivo pare “divide et impera” – dividi e comanda - e non anche efficienza e operatività». (m.l)
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