Grido d’aiuto da taxi e autonoleggi
Negli ultimi 15 anni boom di licenze, ora gli investimenti sono a rischio
ALGHERO. Non occorre essere economisti affermati per individuare nella cancellazione dei voli Ryanair dalla programmazione estiva sull'aeroporto di Alghero la fonte di una serie di ricadute negative che interesseranno tutti i settori economici e produttivi del territorio.
Pier Vittorio Farris, il decano dei tassisti algheresi ancora in attività, 50 anni nel trasporto pubblico, non ha difficoltà ad ammettere che se le fosche previsioni delle quali si parla sul disimpegno di Ryanair si concretizzeranno «comincerà una brutta e lunga stagione di autentica fame, un disastro”. Farris ricorda che proprio in virtù dell'aumentata domanda di servizi conseguente al fenomeno low cost, negli ultimi 10 anni sono state aumentate le licenze di taxi: da 14 a 30. Più che raddoppiate.
«È facile rendersi conto di che cosa potrà succedere ora, quante famiglie e lavoratori saranno coinvolti in una situazione di crisi terribile. Qualcuno dovrà pur assumersi le responsabilità, perché persone che lavorano onestamente si troveranno in grande difficoltà».
Non è diversa la situazione nel settore degli autonoleggi, che ha registrato proprio negli ultimi 15 anni una crescita vertiginosa. Roberto Salaris è titolare insieme al fratello Nino della Nolauto: i due rappresentano la teraza generazione di una famiglia di noleggiatori, cominciò nel 1934 il capostipite Roberto con il servizio alla base degli idrovolanti di Porto Conte. Oggi Roberto Salaris ammette che i danni che provocherà l'addio di Ryanair «saranno molto superiori a quelli immaginati dalla politica». L'imprenditore spiega che la sua azienda, proprio in funzione dell'aumento della domanda di servizio, ha fatto importanti investimenti, e come la sua tante altre. «Abbiamo realizzato un capannone di 1000 metri quadri – dice – per ospitare il nostro parco macchine e quindi dare risposte alla domanda. Purtroppo in seguito alle novità sul sistema low cost abbiamo dovuto rivedere i nostri programmi e il parco macchine è stato ridotto del 30 ». Ma nel frattempo gli investimenti effettuati hanno comportato l’assunzione di impegni finanziari ai quali si dovrà necessariamente fare fronte. Quindici anni fa, prima dell’arrivo di Ryanair ad Alghero, il traffico aeroportuale superava di poco i 600mila passeggeri. Ora è stata raggiunta quota 1 milione e 700 mila. Ed è evidente che la perdita di oltre un milione di passeggeri trasportati dagli aerei Ryanair non può che provocare disastri per l’economia del territorio, in particolare per le numerose attività legate al comparto turistico.
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