La Nuova Sardegna

L’addio di Ryanair, prenotazioni a picco ad Alghero

di Silvia Sanna
L’addio di Ryanair, prenotazioni a picco ad Alghero

Il taglio delle rotte low cost penalizza soprattutto b&b e campeggi. Calo del 70 per cento, molte strutture potrebbero chiudere i battenti

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SASSARI. Basta un dato per spiegare quali saranno le conseguenze dell’addio di Ryanair ad Alghero: -70 per cento di prenotazioni nelle strutture extralberghiere – bed & breakfast, affittacamere, campeggi – che intorno al sistema dei voli low cost hanno costruito il loro piccolo business. Per molti operatori l’estate 2016 assomiglia a un incubo. Al punto che a settembre, se nel frattempo la situazione non cambierà, tanti potrebbero abbassare la serranda per sempre. Oggi per Alghero e in generale per tutta l’economia del Nord Ovest è un giorno difficile: 1 aprile ma non è uno scherzo, perché Ryanair cancella 7 rotte lasciando fuori dalla porta il mercato turistico proveniente da mezza Europa. Finisce un’epoca, per ora quella che verrà è un salto nel buio.

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Il futuro senza Ryanair. Le trattative continuano, i primi accordi prendono forma. Alitalia potrebbe garantire i collegamenti con la Spagna, la Francia e la Germania almeno per l’estate, poi si vedrà. La Sogeaal negli ultimi due mesi ha lavorato senza sosta, sulla spinta anche del mondo imprenditoriale. Che a novembre, dopo l’annuncio choc di Ryanair, ha deciso di tentare la missione quasi impossibile: cercare di mettere su una programmazione estiva senza gli irlandesi, raccogliendo fondi e unendo le forze. I primi risultati stanno arrivando, il quadro sarà chiaro nei prossimi giorni perché c’è una scadenza categorica da rispettare: la prossima settimana tutti gli accordi dovranno essere chiusi per non andare fuori tempo massimo. Però c’è già una certezza: l’estate non sarà low cost, i prezzi per viaggiare non potranno essere quelli applicati da Ryanair. E questo allontanerà una larga fetta di turisti.

Il turismo in crisi. Da mesi gli operatori turistici sono in fibrillazione. Le prenotazioni arrivano con il contagocce. L’assenza di voli low cost dai principali mercati turistici – Spagna, Francia e Germania – ha dirottato altrove un altissimo numero di presenze. Orfane di Ryanair sono soprattutto le strutture extralberghiere, predilette da chi non vuole spendere troppo. Dice Stefano Visconti, presidente di Federalberghi-Confcommercio per il Nord Ovest e promotore della raccolta fondi tra gli imprenditori: «Il calo delle prenotazioni è drammatico, siamo intorno al 70 per cento. Per l’economia del territorio è un danno enorme, considerato l’altissimo numero di strutture».

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Il rapporto è questo: per ogni posto letto in hotel, sono 5 quelli in b&b e affittacamere. «Negli ultimi sei anni c’è stato il boom, il numero di strutture è cresciuto di 6 volte, parallelamente all’aumento dei collegamenti low cost e alle nuove rotte turistiche introdotte». Per il comparto alberghiero, che lavora con tour operator e charter, la situazione non è così drammatica «ma luglio e agosto sono lontani dall’essere soddisfacenti – dice Visconti –. Per raggiungere i numeri dell’anno scorso c’è tanta strada da fare. Ecco perché confidiamo nelle trattative in corso. Siamo fiduciosi, perché la Sogeaal ha contatti importanti per chiudere accordi con i mercati obiettivo, quelli turistici. In questo momento è fondamentale garantire voli da e per la Spagna, la Francia e la Germania. I segnali sono buoni, i vettori con i quali è stato avviato il dialogo sono affidabili».

Il futuro. L’obiettivo è convincere Ryanair a tornare sui suoi passi. Non chiudendo la base di Alghero a novembre e ripristinando le rotte fondamentali per il mercato turistico. Senza gli irlandesi va in fumo un giro d’affari da 250 milioni di euro del quale beneficiava l’intero territorio. «Ci auguriamo che Ryanair resti ad Alghero – dice Visconti – ma non da sola. Più vettori, maggiore offerta, niente monopolio». Per non finire più nei guai quando una compagnia decide di sbattere la porta.

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