La fuga di Ryanair da Alghero: gli ultimi dipendenti trasferiti in altri scali
Sono 15 i lavoratori chiamati a lasciare il Riviera del Corallo. Andranno in Sicilia, a Milano o alle Canarie: nessuno a Cagliari
ALGHERO. Ora si fa davvero molto complicata. Ryanair ha gettato anche l’ultima carta. Il management della compagnia irlandese leader dei voli low cost ha lanciato l’ultimo segnale. Un ultimatum di quelli da raccogliere in poche ore. O, in alternativa, da lasciare perdere. Ieri Dublino ha contattato telefonicamente gli ultimi dipendenti ancora di base all’aeroporto di Alghero per comunicare loro le prossime destinazioni. Saranno trasferiti, insomma, e neanche tra molto tempo. Sono una quindicina in tutto, verranno destinati a Pisa, Bologna, Bergamo, Malpensa, Trapani, Malta e Canarie.
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Qualcuno aveva indicato Cagliari come prima alternativa ad Alghero, ma è un’ipotesi che Ryanair non ha preso in considerazione. Non per dispetto, non è nella filosofia della compagnia, ma perché neanche a Cagliari ci sarà bisogno di chissà quali rinforzi. Anzi, a seconda di come andrà a finire la partita con la Regione e con il governo nazionale, la regina incontrastata dei voli a poco prezzo potrebbe battere in ritirata anche dal capo di sotto. Il clima che si respirava ieri ad Alghero tra i diretti interessati e gli addetti ai lavori era esattamente quello.
Lo scetticismo è ormai di gran lunga lo stato d’animo più gettonato in Riviera del corallo. In teoria una cosa da fare ci sarebbe: tirare fuori 6milioni di euro, ma con tanto di promessa che poi si ragiona anche sul pregresso. A queste condizioni, Ryanair potrebbe rivedere tutti i suoi piani. D’altronde, il fatto che non abbia mai liberato le slot e non abbia mai detto una parola di troppo rispetto a un suo eventuale addio ad Alghero hanno lasciato intuire, almeno sino a oggi, che c’è sempre un margine di contrattazione possibile. Ora, però, è molto più ridotto. A questo punto, è il timore che serpeggia lungo tutta la Riviera del corallo, potrebbe non avere alcun valore neanche l’appuntamento di Roma del prossimo 7 aprile.
Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha convocato Ryanair e le Regioni interessate per discutere dei 2,5 euro di maggiorazione sulla tassa comunale per ogni biglietto aereo. Ufficialmente è la ragione per cui Ryanair ha annunciato di voler andare via da Alghero, da Elmas e da Pescara. Ma l’impressione è che la compagnia, stanca dell’ennesimo rinvio prodotto dalle mancate buone notizie che tutti attendono da Bruxelles, dove ancora non è stata resa pubblica la decisione sulle ipotizzate infrazioni commesse con la legge regionale 10 del 2010, abbia già preso le sue decisioni. Per Alghero oggi sarebbe un disastro. Domani chissà.
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