La Nuova Sardegna

Addio di Ryanair, i sindaci attaccano la Regione

di Gian Mario Sias
Addio di Ryanair, i sindaci attaccano la Regione

Bruno (Alghero) e Sanna (Sassari) all’assessore Deiana: «Chiarezza sul futuro dell’aeroporto». Pronti per un vertice a Dublino

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ALGHERO. La crisi del “Riviera del corallo” sembra quasi irreversibile e tutti si precipitano a chiedere alla Regione di fare qualcosa. Ma l’assessore regionale dei Trasporti, Massimo Deiana, in poche righe rispedisce al Capo di Sopra qualsiasi addebito. «Ogni azione futura sarà determinata da decisioni indipendenti dalla nostra volontà, che stiamo attendendo da troppo tempo», è la frase con cui respinge ogni discussione sull’operato della Regione. Ad aprire il fuoco erano stati i sindaci di Alghero e Sassari, Mario Bruno e Nicola Sanna. «La Regione sveli il proprio disegno sull’aeroporto, ora basta con ritardi e attese estenuanti per risposte che non arrivano».

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Per i sindaci «le mancate scelte sono peggio delle scelte sbagliate» e il rischio «è che lo scalo algherese scenda sotto il milione di passeggeri, vanificando decenni di sforzi degli imprenditori». Per essere più chiari, «il rapporto con Ryanair deve proseguire, in attesa del pronunciamento comunitario si proceda con gli incentivi ammessi dalle regole europee», dicono Bruno e Sanna, che chiedono un incontro urgente anche a Ryanair. Anche il sistema economico locale entra nel dibattito.

«La mobilitazione generale è dietro l’angolo, la preoccupazione monta in maniera grave», avverte il segretario di Confcommercio Alghero, Massimo Cadeddu, tra gli artefici del Fondo a sostegno del trasporto aereo. «Pigliaru ci dica qualcosa sul futuro dell’aeroporto di Alghero, su cui aveva fatto promesse precise», chiede. «Si perdono quote sostanziali di traffico, la nostra economia tornerà indietro di vent’anni – aggiunge – si sta distruggendo l’intero territorio». Per Cadeddu, «la domanda è semplicissima, vogliamo sapere quali siano le trattative in corso per il futuro dell’aeroporto di Alghero».

Anche il mondo sindacale attacca. Il segretario regionale della Filt Cgil, Arnaldo Boeddu, non usa il fioretto. «Chi ha fallito deve andare a casa, in sei anni l’attuale management di Sogeaal non ha risanato la società e l’ha portata alla bancarotta – accusa Boeddu – la Regione decida su una gestione dissennata, che ha desertificato il territorio». Boeddu auspica a nome dei sindacati e dei lavoratori di Sogeaal che allo sciopero del 9 aprile «i politici spieghino cosa stanno facendo per scongiurare un disastro annunciato».

Da piazza Sulis, nel tardo pomeriggio, il deputato Mauro Pili alza ulteriormente i toni. «In Regione stanno difendendo la lobby delle compagnie aeree tradizionali, di cui Ryanair e il low cost sono un nemico – è la denuncia – l’aeroporto deve restare pubblico». Per Pili «chi ha distrutto questo, a iniziare dall’assessore Deiana, va dimissionato». L’assessore regionale non si scompone. «Le decisioni sbagliate, soprattutto quando illegittime, sono impraticabili – dice – la soluzione non si raggiunge con le urla finalizzate alla visibilità, ma col lavoro quotidiano che ci vede impegnati a tempo pieno». Aspettando Bruxelles.

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