Sui pedali per un pianeta più green
Il giovane sardo ha visitato decine di paesi alla ricerca di storie di vita sostenibile
SORSO. Era partito l’8 giugno 2013 da Sorso, precisamente dalla fontana della Billellera, attrezzato di tutto punto e dopo aver riempito la borraccia della leggendaria acqua della Romangia. È rientrato lo stesso giorno ma un anno più tardi, con la bici scarna di bagagli, gli occhi colmi di nuovi volti incrociati a suon di pedalate e un oceano di storie da raccontare.
La filosofia. Al ritorno dal lungo viaggio, il manager e iron man sassarese si è preso un periodo di riposo nel quale ha ricevuto chiamate e proposte da tutto il mondo. Ha rifiutato lavori a San Francisco, una casa a Manhattan e in altre decine di realtà. Ma Stefano Cucca è un tipo particolare. Ha messo da parte le proposte di stipendi a sei zeri ed è tornato a casa. «La Sardegna è un paradiso inespresso – dice –, ne siamo tutti coscienti. Sto lavorando a dei progetti di cooperazione internazionale insieme a dei partner con cui avevo lavorato in Burkina Faso, dove abbiamo costruito una rete idrica». Alle spalle esperienze di consulenza strategica per varie aziende sia in Italia che all’estero, e una serie di startup. In tasca una laurea in Economia, un master in progettazione europea e un’esperienza a San Francisco, dove il progetto Rumundu è rientrato nei 4 casi di studio presso la Startup school della fondazione Mind the bridge. Per chi lo conosce una cosa è chiara: la mente di Stefano Cucca è in moto perenne. È uno abituato a lavorare per migliorare le performance delle aziende, e che conosce bene i pro e i contro della rincorsa al profitto. «La priorità – sottolinea – sembra diventata possedere cose ma la crisi economica per certi versi dovrebbe aiutarci a rallentare e quindi riflettere». E lui che era abituato a girare il mondo per lavoro, ha deciso di farlo con uno scopo diverso.
Rumundu. Stefano Cucca col suo Rumundu ha attraversato Italia, Svizzera, Germania, Francia, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Germania, Danimarca, Islanda, Stati Uniti, Canada, Giappone, e Cina. E ancora Vietnam, Cambogia, Thailandia, Malesia, Singapore, Indonesia, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa per poi rientrare in Italia attraversando la Turchia e la Grecia. Il nome del progetto è opera di sua nonna che un giorno gli chiese: «Ma tu sei sempri in giru pà ru mundu?», che tradotto dal dialetto significa «Ma tu sei sempre in giro per il mondo?». Ma che cos’è Rumundu di preciso? Un megafono per le persone che si muovono in controtendenza rispetto al modello consumistico. Un’idea di buon senso che Stefano Cucca ha ricercato in giro per il mondo e messo nero su bianco in un diario che con tutta probabilità presto diventerà un libro.
Presente e futuro. Oggi il padre di Rumundu, Stefano Cucca, si è accasato allo stagno e ginepreto di Platamona, un’area naturalistica tra le più importi del nord dell'isola (è un sito di interesse comunitario), dove opera a stretto contatto con le coop Andalas de Amistade e l’omonima Rumundu. Il filo conduttore del suo lavoro è la filosofia del vivere sostenibile, la stessa che ha animato il suo lunghissimo viaggio intorno al mondo e che, soprattutto, gli ha fatto incontrare l’amore della sua vita. (s.s.)
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