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La cassazione assegna i seggi a Congiu, Gaia e Zanchetta

La cassazione assegna i seggi a Congiu, Gaia e Zanchetta

CAGLIARI. Il balletto sui seggi in bilico è finito. A far calare il sipario, almeno su tre dei quattro ancora incerti, è stata la Corte di cassazione. Con otto pagine di sentenza, hanno confermato...

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CAGLIARI. Il balletto sui seggi in bilico è finito. A far calare il sipario, almeno su tre dei quattro ancora incerti, è stata la Corte di cassazione. Con otto pagine di sentenza, hanno confermato che Gianfranco Congiu (Partito dei sardi), Antonio Gaia e Pierfranco Zacchetta (entrambi dell’Upc) devono essere confermati consiglieri regionali fino al 2019, ultimo anno di questa legislatura. Di contro sono fuori senza più appello Gavino Sale (Irs), Modesto Fenu (Movimento Zona franca) e i due ex consiglieri de La Base, Efisio Arbau e Michele Atzara, che però era stato eletto dall’Idv. In sostanza, la Cassazione ha confermato la sentenza con cui, l’anno scorso, a luglio, il Consiglio di Stato aveva annullato l’attribuzione dei seggi iniziale, quella dopo le lezioni regionali del 2014. La motivazione della conferma è incentrata, ancora una volta, sulla ripartizione dei seggi assegnati con i cosiddetti resti. Anche i giudici di ultimo grado hanno ribadito lo stesso concetto: «All’attribuzione avrebbero dovuto partecipare solo i partiti che avevano già ottenuto un quoziente intero sia nella coalizione vincitrice, il centrosinistra, sia in quella sconfitta, il centrodestra». E quindi: Irs, La Base e il Movimento Zona franca, al di sotto della soglia, dovevano essere esclusi, mentre – come poi ha deciso a luglio il Consiglio di Stato – «gli unici ammessi dovevano essere l’Upc e il Partito dei sardi, che avevano il resto più alto nella coalizione di centrosinistra». Resta ancora irrisolto, nonostante la sentenza della Cassazione, l’assegnazione del quarto seggio in bilico, è quello destinato al centrodestra. Il resto più alto, in questo caso, è stato ottenuto da Fdi–An, ma la proclamazione definitiva Gianni Lampis, il primo dei non eletti, spetterà all’Ufficio elettorale e non più al Consiglio regionale.

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