Antonello Peru, mister 8mila voti travolto dalle inchieste giudiziarie
Di Sorso, berlusconiano di ferro: in consiglio regionale dal 2009, riconfermato nel 2014 È indagato per abuso edilizio e concorsi truccati alla Asl. Già arrestato per la vicenda Alzheimer
SASSARI. «Se gli altri parlano di me che ci posso fare?». Antonello Peru, lo scorso agosto, si difendeva con queste parole riferendosi alle intercettazioni che lo chiamavano in causa nell’ultima inchiesta su un presunto concorso truccato alla Asl di Sassari. Dove lui, il vicepresidente del consiglio regionale, nelle carte della Procura figurava come l’artefice di un giro di raccomandazioni che servivano a “pilotare” un concorso a Ortopedia. Oggi finisce in una nuova bufera giudiziaria e finisce soprattutto in una cella del carcere di Bancali.
Secondo la Procura di Oristano, Peru avrebbe “usato” il proprio ruolo politico in Regione per garantire l’arrivo di finanziamenti da destinare alla realizzazione di grosse opere pubbliche in Sardegna. Gare d’appalto che venivano vinte da società in qualche modo legate al sodalizio criminale capeggiato – sempre secondo l’accusa – da Salvatore Pinna. Peru in cambio avrebbe ricevuto tangenti sotto forma di compensi professionali pagati alla sua compagna architetto. Per lavori che lei in realtà non aveva mai eseguito.
Il politico di Fi stravotato. Alle ultime regionali di febbraio del 2014 per Antonello Peru ci fu una valanga di preferenze (quasi 8mila). Classe 1964, di Sorso, nel suo paese è sempre stato considerato una specie di fenomeno difficile da spiegare. «Perché prendo tanti voti? – aveva detto in occasione dell’ultimo successo elettorale – Perché sono uno che ci mette disponibilità e passione, ascolto sempre tutti, ogni giorno. Non salto fuori ogni cinque anni. La gente lo sa e mi dà fiducia». E la dimostrazione è sotto gli occhi di tutti ogni qualvolta lo investe un terremoto giudiziario: la sua bacheca Facebook viene invasa da una marea di messaggi di solidarietà da parte di persone disposte a mettere entrambe le mani sul fuoco tanto sono sicure della sua innocenza.
Il ritratto. Nato nella vecchia Dc, Peru ha poi sposato le idee di Berlusconi. Con 5518 voti, nel marzo 2009, ha fatto il suo ingresso in Regione, dopo che altri due sorsensi, Antonio Borio e Salvatore Cottoni, negli anni Settanta erano stati eletti nel parlamentino sardo. Da allora nessun politico di Sorso era riuscito nell’impresa di farsi eleggere. Peru, invece, con Cappellacci presidente, aveva fatto il colpaccio risultando il secondo tra i candidati più votati. «Mi sono rivolto soprattutto ai giovani – aveva detto nelle prime interviste dopo l’elezione – con un messaggio di politica innovativa, la politica che deve amministrare il bene di tutti e non deve gestire la cosa pubblica». Parole che oggi cozzano tremendamente con il contenuto dell’ordinanza del gip che lo ha mandato in carcere. Perché è proprio sulla malagestione della “cosa pubblica” che si basa l’inchiesta Sindacopoli.
Il ruolo nella Asl di Sassari. A rappresentare un bacino sicuro di voti, per Antonello Peru è stata da sempre la Asl numero 1, di cui il consigliere regionale, laureato in Scienze politiche, è dipendente amministrativo. Conosce a menadito la macchina sanitaria anche perché, soprattutto in passato, la sanità sassarese è stata “feudo” di Sorso. E Peru – secondo qualcuno – negli anni ha agito da vero “imperatore”.
Le altre inchieste ancora in piedi. Il suo nome, in questi ultimi anni, è finito spesso nelle stanze della Procura di Sassari. Il 13 aprile si terrà l’udienza preliminare nell’ambito dell’inchiesta del 2012 sulla Psiconeuroanalisi, la “miracolosa” cura delle demenze (senza l’utilizzo di medicinali) ideata dal neurologo Giuseppe Dore. Una vera e propria truffa secondo il procuratore Gianni Caria. Quattro anni fa 15 persone furono arrestate e tra queste c’era Antonello Peru, accusato di aver fatto ricorso alle amicizie personali con i direttori generali dell’allora assessorato regionale alla Sanità e della Asl per mettere a disposizione dell’associazione Aion alcuni locali dell’ospedale di Ittiri. L’obiettivo era creare un centro malati Alzheimer. Tra meno di dieci giorni il giudice deciderà se mandare o meno a processo le persone coinvolte nell’indagine. E poi c’è il caso della villa di Marritza (Sorso), di proprietà del vicepresidente Peru. Stavolta è indagato per abuso edilizio e abuso d’ufficio in concorso: le indagini sono chiuse e a breve sarà fissata l’udienza preliminare. Peru resta indagato anche per il concorso Asl in Ortopedia.
La difesa. Marco Enrico e Luigi Esposito, da sempre avvocati di fiducia del politico di Forza Italia, in questa fase non si sbilanciano: «L’onorevole Peru si dichiara estraneo ai fatti e attendiamo di leggere gli atti che sono a fondamento dell’ordinanza del gip. Poi ci sarà l’interrogatorio di garanzia e decideremo cosa fare».
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