La Nuova Sardegna

Il pm: «Soru evasore, merita 4 anni»

di Mauro Lissia
Il pm: «Soru evasore, merita 4 anni»

L’accusa: società londinese inattiva costituita per evitare il fisco, interessi sui soldi prestati a se stesso. Domani la difesa

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CAGLIARI. «Renato Soru prestava i soldi a Tiscali, quindi a se stesso. E al momento di restituirli si pagava gli interessi senza dichiararli, in Italia come in Inghilterra. A cosa poteva servire Andalas ltd se non a evadere il fisco?»: per il pm Andrea Massidda l’operazione scoperta a suo tempo dalla trasmissione Annozero è tutta qui, un giro di soldi creato da Soru per intascare una cifra che a conti fatti ammonta a due milioni e 613 mila euro. Come dire: il reato c’è, l’evasione fiscale sussiste e l’europarlamentare e segretario regionale del Pd dev’essere condannato a quattro anni di reclusione, con la confisca per equivalente della somma sottratta al fisco e l’interdizione dalle cariche sociali per la durata della pena. Per l’accusa, che ha parlato meno di un’ora, alcuni reati sono andati prescritti. Ma quanto è rimasto basta per dimostrare la colpevolezza dell’imprenditore e politico di Sanluri, che ha ascoltato in assoluto silenzio la requisitoria davanti al giudice monocratico Sandra Lepore. Domani la parola andrà ai difensori Roberto Zannotti e Fabio Pili, la sentenza potrebbe arrivare nella stessa mattinata.

Nel suo intervento il pm Massidda ha ricostruito attraverso i documenti la complessa vicenda giudiziaria e finanziaria che ha condotto Soru davanti al tribunale. Dal prestito di 27 milioni concesso da Andalas a Tiscali, un passaggio di denaro in famiglia che in base alle indagini ha fruttato un notevole interesse a Soru, sfruttando l’esistenza di una società con sede a Londra, fino a quel momento inattiva: «A cosa poteva servire Anadalas Ldt se non ad evadere? - ha chiesto il pm Massidda - esattamente come ipotizzato dalla trasmissione Annozero». L'accertamento della Finanza, ha infatti ricordato il magistrato, era partito dopo un servizio della trasmissione di Michele Santoro, andato in onda nel 2009, incentrato su una serie di operazione finanziarie condotte da operatori italiani all'estero: «Andalas Ldt - ha ricordato Massidda - aveva un capitale sociale di due sterline, non era operativa e non ha mai pagato imposte né nel Regno Unito né in Italia. È servita solo per prestare circa 27 milioni di euro a Tiscali. Ovvero Soru che presta i soldi a se stesso».

Il pm, che aprì formalmente l’inchiesta nel 2010, ha spiegato che la società inglese operava con un conto italiano per incassare la restituzione e gli interessi sul prestito fatto a Tiscali nel 2004: «Risibile la tesi che Soru non sapesse nulla perché stava facendo il presidente della Regione - ha insistito Massidda - visto che qui trattiamo di svariati bonifici fatti a suo favore da un suo dipendente autorizzato ad operare sul conto italiano di Andalas. ogni volta per 200-300-400 mila euro». Nessun elemento difensivo, secondo l’accusa, è venuto fuori dal dibattimento pubblico: «Il processo ha confermato la ricostruzione fatta nell'ipotesi investigativa. Sull'elemento soggettivo la difesa e lo stesso Soru hanno parlato di un errore soffermandosi sulla modesta portata delle cifre evase, almeno per la disponibilità dell'imputato all'epoca dei fatti. Una tesi totalmente fuori luogo visto che parliamo di milioni di euro, cifre evase con cui si potevano pagare vari stipendi a Tiscali».

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