Consiglio, ordinanza a ruba
Una sola copia in giro per il Palazzo poi un valzer di ristampe e mail
CAGLIARI. Una sola copia dell’ordinanza di custodia cautelare, ma è bastata per scatenare un ingorgo in Consiglio regionale. È stato intorno alle fotocopiatrici nei vari piani del palazzo di via Roma. Con il passare delle ore, le macchine sono diventate roventi nello sfornare buona parte delle oltre 300 pagine che hanno portato all’arresto, fra gli altri, del vicepresidente del Consiglio regionale Antonello Peru. Altri curiosi, molto più tecnologici, si sono affidati invece a uno scambio vorticoso del «formato in pdf» – cioè tecnologico – della stessa ordinanza. Anche in questo caso c’è stato un via vai continuo di mail da un account all’altro, ma con qualche finezza in più: perché il transito dell’ordinanza non lasciasse traccia sugli indirizzi personali, non si sa mai, c’è chi ha scelto come recapito virtuale quello di amici lontani o parenti anche di quarto grado. Alla fine della giornata, le ristampe su carta o quelle sui tablet hanno cominciato a circolare nel palazzo come fossero un best seller. È ovvio che l’occhio – molto curioso – sia finito soprattutto sulla trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientale in cui comparisse il nome del vicepresidente arrestato. E siccome proprio in quei passaggi l’identità di diversi consiglieri regionali è tutt’altro che mascherata, sono un migliaio le citazioni con tanto di cognome e in qualche caso non mancano diversi soprannomi più o meno delicati, i commenti nei corridoi sono stati una valanga. Ma nulla di ufficiale: il Palazzo s’è chiuso quasi a riccio, com’era accaduto, a suo tempo, con lo scandalo, gli arresti, due, e l’infinità di «avvisi giudiziari» per i fondi ai gruppi politici.
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