I Riformatori: meno tasse per frenare lo spopolamento
CAGLIARI. Senza un sostegno economico i piccoli Comuni (313 su 377 hanno meno di 5mila abitanti) sono destinati a scomparire. Serve un argine evidente e forte contro lo spopolamento, hanno detto i...
CAGLIARI. Senza un sostegno economico i piccoli Comuni (313 su 377 hanno meno di 5mila abitanti) sono destinati a scomparire. Serve un argine evidente e forte contro lo spopolamento, hanno detto i Riformatori nel presentare la loro proposta di legge per «frenare un processo che da troppo tempo ha un impatto e negativo sull’economia, sul sociale e purtroppo anche sull’ordine pubblico».
In tredici articoli, è scritto quello che dovrebbe essere il decalogo per il rilancio della Sardegna di mezzo, ha detto Luigi Crisponi, per aggiungere: «In Consiglio regionale non c’è stato ancora un vero dibattito sulle zone interne. Finora ci sono stati solo interventi tampone e troppo spesso slegati fra loro È il momento di puntare a un pacchetto di agevolazioni fiscali per bloccare la fuga».
La proposta prevede una diversa ripartizione delle risorse del Fondo unico degli Enti locali, non più legato solo al numero di abitanti ma anche all’ammontare delle entrate comunali. Poi più risorse, con 20 milioni da suddividere fra i piccoli municipi che, negli ultimi dieci anni, hanno perso oltre il 3 per cento dei residenti. E ancora: sgravi Irpef (della metà a favore dei nuovi residenti) e per cinque anni l’azzeramento dell’Irap alle imprese che sceglieranno d’insediarsi nelle zone interne». Infine: una corsia preferenziale di accesso ai finanziamenti regionali anche per i servizi sanitari, e 800mila euro destinati a favorire l'acquisto della prima casa e di locali commerciali, compreso il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato da trasformare in albergo diffuso.
«Oggi il pacchetto è necessario – ha detto il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni – per rallentare la fuga delle istituzioni oltre che degli abitanti». È una proposta di legge – ha aggiunto il coordinatore regionale Michele Cossa – per «restituire finalmente una speranza a questi Comuni feriti, dimenticati dalla politica, com’è accaduto nell’ultima Finanziaria, e abbandonati al loro destino che è quello del deserto sociale.
La proposta di legge è stata assegnata alla prima commissione del Consiglio regionale.
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