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La folla di politici finita nelle carte

La folla di politici finita nelle carte

Nessuno di loro è tra gli indagati, ma spesso compaiono nelle intercettazioni

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ORISTANO. Una cerchia di amici legati dall’appartenenza politica. Eppure non tutti compiono il passo. Qualcuno dei grandi nomi di Forza Italia nella passata legislatura del consiglio regionale resta ai margini della Squadra. Fuori, in tribuna. Nemmeno in panchina perché al gioco non partecipa. Forse avrebbe la possibilità di entrare in rosa, ma ciò non avviene. Resta però difficilmente credibile l’ipotesi che non potesse capire quanto gli accadesse a fianco.

Ne sono convinti gli inquirenti, al contrario di Salvatore Pinna che è capace anche di definire «Tonto» uno degli assessori più importanti dell’allora giunta Cappellacci. Con l’oristanese Oscar Cherchi non è tenero, mentre parla al telefono. Non lo rimprovera, ma gli affibbia quell’aggettivo, dando un giudizio netto sul titolare della delega all’Agricoltura. Come se il politico oristanese stentasse a capire come davvero bisognasse agire per fare i soldi.

Oscar Cherchi non è l’unico della cerchia. Citati dalle persone intercettate finiscono a loro volta nelle conversazioni anche Pietro Pittalis, Bastiano Sannitu e Giuseppe Fasolino o lo stesso presidente della giunta regionale Ugo Cappellacci. Sono coloro che spesso si vedono a cena anche con Antonello Peru e Angelo Stochino, perché sono i forestieri ovvero i politici eletti in un territorio diverso da quello cagliaritano. Non fanno rientro a casa, per cui hanno serate da condividere in allegria e spensieratezza come nel giorno in cui, seduto al tavolo di un locale qualcuno di loro si trova davanti la scrittrice Michela Murgia.

Manca poco alle elezioni del 2014 e la scrittrice cabrarese è candidata per un movimento indipendentista. Ambisce insomma alla presidenza della Regione, ma per i consiglieri riuniti a quel tavolo è solo un elemento di disturbo utile perché considerata come un catalizzatore di una parte dei voti che altrimenti andrebbero al centrosinistra, ma non un avversario valido per la corsa al primo posto. E così Antonello Peru lancia quel suo augurio beffa: «Signora, io tifo per lei».

Poi c’è Salvatore Cicu, lui sì indagato dopo essere stato per un primo periodo dell’inchiesta bis un semplice testimone. Da persona informata sui fatti, l’uomo dei piani alti della politica col suo ruolo di parlamentare europeo, ha il suo bel daffare con coloro che vengono ora considerati come i suoi punti di riferimento territoriali.

E lui, così come Cappellacci che però non è indagato, quando viene interrogato nicchia. Sa e non sa. Condisce di non ricordo, sino al momento in cui può avvalersi della facoltà di non rispondere. (e.c.)

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