Il governo: «Giù le tasse» Ryanair pronta a tornare
Vertice a Roma, il ministro Delrio annuncia la marcia indietro sugli aumenti Pigliaru chiede l’azzeramento: necessario sostenere gli scali isolani
SASSARI. Da Roma si torna in Sardegna con il sorriso. Perché lo spiraglio nella porta sbattuta in faccia due mesi fa da Ryanair è stato aperto. E probabilmente è un po’ più di uno spiraglio in cui infilarsi per cercare di convincere la compagnia low cost a tornare sui suoi passi e non abbandonare Alghero. Al tavolo del ministero dei Trasporti l’intesa è stata raggiunta su un punto: l’aumento delle tasse aeroportuali (2,50 euro a biglietto introdotto a febbraio dal governo Renzi) non fa bene soprattutto al trasporto aereo. Soprattutto per chi abita in un’isola e si sposta non solo per diletto ma spesso per necessità. Il ministro Graziano Delrio ha confermato l’impegnato ad abbassare l’importo. Il governatore Pigliaru ha rilanciato, chiedendo l’azzeramento per la Sardegna. L’amministratore delegato di Ryanair Michael O'Leary alla fine aveva un’aria soddisfatta. L’estate è andata, ma la partita per il Riviera del Corallo non è chiusa. Ryanair in autunno potrebbe non fare le valigie.
Il vertice. Un tavolo affollato: di fronte al ministro Delrio oltre al presidente Pigliaru e a O’Leary c’erano il responsabile commerciale di Ryanair David O'Brien, il viceministro Riccardo Nencini, il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini e il presidente dell’Abruzzo Luciano D'Alfonso, l’altra regione direttamente interessata dalla fuga di Ryanair che ha annunciato la chiusura della base di Pescara. Al ministero anche l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana e i sindaci di Sassari Nicola Sanna e di Alghero Mario Bruno.
I punti. Le tasse innanzitutto. A febbraio la compagnia irlandese aveva puntato il dito contro l’aumento che penalizza soprattutto chi applica tariffe low cost. Qualche settimana dopo, il responsabile della comunicazione John Alborante aveva spiegato che se il governo fosse tornato sui suoi passi, la compagnia sarebbe stata pronta a rivedere la sua posizione in Sardegna. Dove, soprattutto ad Alghero, negli ultimi 15 anni ha garantito numeri di traffico da record. Il ministro Delrio ha detto che gli oneri saranno rivisti e che questo avverrà in tempi ragionevoli. «Il percorso è avviato», ha detto il responsabile di Trasporti e Infrastrutture che ha anche annunciato una revisione delle linee guida degli aeroporti ma anche un intervento nella normativa europea, proprio come chiedeva Ryanair, con l’obiettivo di sostenere in particolare «gli aeroporti minori e insulari». Proprio per la Sardegna potrebbe essere fatto un discorso a parte. Il governatore Pigliaru ha espresso soddisfazione per l’esito dell’incontro: «Noi abbiamo chiesto che gli oneri aeroportuali venissero azzerati, perché sappiamo bene che ogni incremento di tassazione aumenta gli svantaggi derivanti dalla condizione geografica, creando una condizione di disuguaglianza e facendo venire meno il diritto delle pari opportunità».
I tempi. Un paio di mesi e la questione della sovratassa dovrebbe essere chiarita. Ne è certo il governatore dell’Abruzzo Luigi D’Alfonso, come Pigliaru soddisfatto dell’esito dell’incontro e piacevolmente colpito dal clima sereno : «Ho visto un'atteggiamento di lealtà e di serietà sia da parte degli operatori economici sia da parte dei vertici del ministero dei trasporti». Se i tempi saranno rispettati e le tasse aeroportuali saranno ridotte o addirittura azzerate, Ryanair potrebbe decidere di non chiudere la base di Alghero dal 1 novembre e di pianificare una normale stagione invernale. Non limitando l’offerta ai soli tre collegamenti annunciati, tutti nazionali – Bergamo, Pisa e Bologna – ma mantenendo anche i collegamenti internazionali più importanti. Per esempio Londra-Stansted, che rappresenta la storia della compagnia low cost ad Alghero e nel 2015 ha trasportato 99mila passeggeri. La cautela è forte, ma i segnali arrivati da Roma sono incoraggianti. Il Nord Ovest dell’isola si prepara a fare i conti con un’estate difficile ma punta a rifarsi a partire dall’autunno.
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