La Nuova Sardegna

Pinna: «Nei cantieri gli operai che dico io»

di Enrico Carta
Pinna: «Nei cantieri gli operai che dico io»

Ma poi discute con De Sanctis: non avete mantenuto le promesse, i nostri amici sono molto delusi

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ORISTANO. La corruzione si alimentava nella politica. La politica si alimentava grazie alla corruzione. Ma anche il potere andava nutrito, perché se Salvatore Pinna poteva accontentarsi dei soldi che puntualmente finivano nelle sue tasche, ai politici coinvolti nell’inchiesta gli appalti, oltre che per intascare le vigorose tangenti, servivano per far nascere serbatoi di voti. E siccome Salvatore Pinna aveva bisogno dei politici, ecco che in prima persona si sbilancia nella richiesta di manodopera locale. Vuole che gli incarichi professionali finiscano in mani conosciute e per questo prepara liste che poi presenta alle ditte che si devono occupare dell’appalto della Sassari-Olbia. Pretende che a lavorare nei cantieri siano operai che egli stesso indica, magari dopo il suggerimento dei politici che così non avrebbero difficoltà a costituire il loro serbatoio di voti. In fondo, barattare la certezza di un lavoro con un voto è cosa semplice.

Eppure non sempre va così e infatti, nel bel mezzo dei lavori, ci sono quelle intercettazioni che fanno capire che i costruttori romani non avrebbero rispettato il patto per cui si sarebbero dovuti rivolgere a professionisti e manovalanza di fiducia dei vertici della Squadra. Girolamo De Sanctis, titolare della ditta che porta il suo nome, parla con Salvatore Pinna: «Come va? È una vita che non ci vediamo». E l’ingegnere di Desulo risponde: «Insomma, tiriamo a campare in Sardegna, siamo una banda di disperati. Poi voi ci avevate promesso un sacco di cose e non ci avete dato niente. Non ha lavorato nessuna impresa come subappaltatore, ci avevate promesso un po’ di personale e avete assunto una persona. Insomma, i nostri amici a Cagliari sono molto delusi, infatti vi porto i saluti dell’amico Stochino. Mi ha detto: digli al signor De Sanctis che sono molto deluso».

E quando quest’ultimo ribatte che non era facile reperire personale o ditte specializzate, Salvatore Pinna è netto: «Voi però avevate un accordo con me....Gli accordi erano che voi ci dovevate coinvolgere sulla scelta di alcune imprese, questo non è avvenuto. Sono molto risentiti, gli impegni erano altri».

Gira poi la voce, probabilmente infondata, che la ditta De Sanctis abbia invece assunto persone indicate dal sindaco di Monti. Boccone difficile da digerire per Salvatore Pinna: «Bastava assumere quelli (della lista, ndr), anziché le altre persone. Voi non dovete ascoltare che arriva lì il sindaco di Monti e vi dice che...il sindaco di Monti se ne va a casa sua, per essere chiari. Da noi in Sardegna funziona così».

Alla fine l’unico posto è quello di un guidatore di gru. Un po’ poco tanto che il dialogo a cui partecipa anche l’ingegnere Giovanni Zallocco, si chiude così: «Bisogna essere un attimo più accorti, perché poi la gente che è disponibile poi, poi non diventa più disponibile e allora è un problema». E allora per chi arriva da Roma, fare tombola in Sardegna potrebbe non essere facile.

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