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Un’isola di anziani, cento comuni destinati a sparire

Un’isola di anziani, cento comuni destinati a sparire

In aumento gli over65: 2 per ogni giovane sotto i 15 anni Appello alla Regione e allo Stato: «Manca il lavoro»

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CAGLIARI. Fra 30 anni cento comuni della Sardegna non esisteranno più. Estinti, azzerati da uno spopolamento che avanza e spazza via comunità, storie, territori, testimonianze di vita. Oggi i cento comuni sono abitati solo da anziani, i giovani sono andati via per cercare lavoro nelle città e molti di loro hanno formato la loro famiglia lontano. Pochissimi torneranno indietro, almeno sino a quando i paesi d’origine non offriranno loro buone prospettive. Il quadro dipinto dall’Anci è desolante. Il presidente Pier Sandro Scano ha descritto un isola che si svuota a partire dal cuore, dal centro del territorio che paga più del resto della Regione l’isolamento e la povertà.

L’allarme. Ieri a Cagliari l’Anci ha inaugurato il primo confronto istituzionale del tavolo di lavoro sullo spopolamento. Presenti all’appuntamento sindacati, associazioni imprenditoriali e di categoria, università e rappresentanti delle banche. Il dato principale emerso, oltre al rischio sparizione per 100 comuni, riguarda l’età della popolazione: in media si registrano 200 ultra sessantacinquenni ogni 100 giovani sotto i 15 anni. Non solo: sono 287 comunità su 377 hanno subito una diminuzione di popolazione. Intere aree vivono ai margini, la periferia soffre più del resto della crisi economica.

Le iniziative. L’Anci ha già stabilito la prossima tappa. L’agenda del tavolo sullo spopolamento prevede come secondo appuntamento un confronto con la Giunta e il Consiglio e con le rappresentanze parlamentari ed europee dell'isola. Dopo le amministrative di giugno sarà presentata per la firma una carta contro lo spopolamento sulla quale verrà richiesta anche la sottoscrizione da parte del Governo.

Le iniziative. «La proposta di partenza – ha spiegato Scano – è cambiare la visione strategica dello sviluppo della Sardegna portando al centro dell'agenda politica sarda il tema dello spopolamento. Riteniamo sia necessario un pacchetto di decisioni operative, inserite in una strategia unica da seguire. La gente va via dalle zone interne fondamentalmente perché non c'è lavoro. Ma c'è un capitale territoriale per costruire lo sviluppo. Servono allora opportunità, servizi per le persone e per le imprese, garanzie per la salute, la scuola investimenti in tecnologie. C'è anche un problema di rapporto con lo Stato che dobbiamo rinegoziare – ha concluso Scano – l'articolo 13 dello Statuto c'è ancora e prevede accordi tra Stato e Regione per la rinascita dell'isola».

Obiettivo giovani. La priorità è fermare la desertificazione attraverso i giovani. I numeri della fuga sono impressionanti: oltre 7mila hanno lasciato l’isola in cerca di un’occasione, per studiare o lavorare. Combattere lo spopolamento significa offrire loro una opportunità per ritornare a casa oppure per convincerli a non fare la valigia e costruire nell’isola il loro futuro.

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