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Ryanair, l’annuncio di O’Leary da Dublino: pronti a tornare ad Alghero

La conferenza stampa dell'ad di Ryanair O'Leary a Dublino
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La conferenza stampa dell'ad di Ryanair O'Leary a Dublino

Ma per l’amministratore delegato della compagnia ierlandese il governo deve cancellare l’aumento delle tasse. C’è tempo fino a giugno

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SASSARI. Il futuro dello scalo di Alghero è sempre più nelle mani del governo. A dirlo non è il contestatissimo assessore ai Trasporti Massimo Deiana, ma l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’Leary. Il numero uno della compagnia irlandese va controtendenza e conferma le parole di Deiana. Lo fa in una conferenza stampa tenuta a migliaia di chilometri dall’isola, in Irlanda.

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«Dipende dal governo italiano la decisione finale da parte di Ryanair se chiudere o meno le basi di Alghero, Crotone e Pescara – dice O’Leary –. Auspico che entro giugno il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, presenti un piano di garanzie per il vettore irlandese, a partire dalla riduzione delle tasse addizionali aeroportuali. Questo spingerebbe Ryanair a rivedere i suoi piani di chiusura».

O’Leary continua a fare pressione sul governo perché il rincaro di 2,5 euro su ogni biglietto aereo, deciso dal governo, venga cancellato.

Il manager irlandese, padrone dei destini di tutti i piccoli scali d’Europa, fa capire che la salvezza di Alghero non è tanto legata alle manovre della Regione per far arrivare contributi, ma al passo indietro dell’esecutivo Renzi. Forse è già certo che in qualche modo la low cost irlandese troverà ad attenderla sulla pista dello scalo di Alghero una montagna di euro arrivati dalla Regione. Anche se l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana ha fatto capire che quell’epoca è finita. Non potranno più essere dati fondi pubblici agli aeroporti per girare traffico. Per le società di gestione l’unica possibilità per incentivare l’arrivo delle low cost è utilizzare risorse proprie.

Ma la difficoltà dell’aeroporto di Alghero è proprio nel vuoto desolante delle sue casse. La Regione, proprietaria della Sogeal, deve privatizzare la società. Questa è la condizione perché possa ricapitalizzarla. E dalla giunta sono in arrivo 10 milioni di euro. Per la settima volta, in otto anni di attività, i bilanci della Sogeal vengono sanati con l’intervento della Regione. Ma la solita Europa ha imposto che la società debba essere privatizzata.

A pesare sul futuro dello scalo di Alghero e a condizionarne lo sviluppo c’è la procedura di infrazione. L’Ue ritiene che la legge 10 varata dalla giunta Cappellacci possa essere una forma di aiuto di Stato che distorce il mercato.

Per questo ha sottoposto la Regione a una procedura di infrazione. In caso di pronunciamento negativo della Commissione la Regione dovrebbe richiedere indietro i soldi, più o meno 70 milioni di euro concessi ai tre scali sardi.

Un’operazione che rischierebbe di mandare in bancarotta gli aeroporti. Ecco perché nessuno ha presentato un’offerta concreta per acquistare una parte delle quote della Sogeal. Fino a quando non ci saranno certezze sul pronuciamento dell’Europa sulla procedura di infrazione l’aeroporto di Alghero e tutta la politica dei low cost resteranno fermi. (l.roj.)

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