Trivelle, scrittori e artisti compatti sul "sì"
Mentre non si placano le polemiche per la dichiarazione di voto a sorpresa del presidente della Regione Francesco Pigliaru ("Io sono per il no"), artisti e intellettuali sardi fanno fronte comune in vista del voto e nessuno di loro è del partito dell’astensione
SASSARI. Salviamo il mare e soprattutto salviamo la democrazia. Artisti e intellettuali sardi fanno fronte compatto in vista del referendum e nessuno di loro è del partito dell’astensione.
«Bisogna andare a votare – dice lo scrittore Marcello Fois – perché quando il gioco si fa duro bisogna giocare duro e qui la stanno mettendo sul pesante. Io sono del parere che il cittadino è più cittadino quando vota, perché fa il gesto di esercitare i poteri che la democrazia gli concede. Poi si può votare sì, no, scheda bianca, scrivere delle parolacce, io sono per il partito della scheda bianca ma bisogna comunque votare, è un qualcosa che scaturisce da un’azione. Questa della “non azione” è un’eredita berlusconiana, anzi, craxiana, e anche Renzi è scivolato in quest’idea molto antica. Berlusconi può uscire di scena felice, ha lasciato un’eredità che ha parecchio seguito.
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Potremmo dire che il vero berlusconismo è adesso, perché questi sono giovani, forti e hanno tanto tempo davanti a loro, Berlusconi quando ha cominciato era già avanti con l’età e non ha avuto troppi anni a disposizione». «Io andrò a votare e voterò sì – è il pensiero dello scrittore Giorgio Todde –, personalmente sono contro qualsiasi trivella, sia di mare, terra o aria. Il problema casomai è un certo atteggiamento minimalista che si percepisce: già questo referendum è stato ridotto, adesso vogliono ulteriormente ridurlo facendo credere che sarà comunque privo di conseguenze sul piano pratico. E invece non è così». «Bisogna andare a votare perché è una questione di democrazia – dice il regista Gianfranco Cabiddu – .
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Renzi fa il suo mestiere, mi fa specie però che il capo del governo inviti a non votare, uno nella sua posizione dovrebbe essere invece felice che si voti perché si tratta comunque di un segnale di democrazia e lui dovrebbe favorirli». «Io voterò sì ma con una premessa – spiega lo scrittore Flavio Soriga –. E cioè che il comitato referendario ha già ottenuto un risultato molto importante prima ancora che si voti, ma credo che sia sbagliato chiedere l’opinione di un intero paese e coinvolgerlo quando si parla di un singolo tema. Mi rendo conto che quello del politico è un lavoro difficile e complicato, ma queste questioni devono essere risolte in Parlamento e si dovrebbe sempre evitare di chiamare alle urne il paese. Il referendum è un istituto che deve essere riservato per i temi generali. Detto questo, farò il possibile per andare a votare e voterò sì».
Non potrà recarsi alle urne invece il musicista Gavino Murgia: «Domenica sarò a Gand, in Belgio, per un importante festival jazz ma se fossi stato in Sardegna non avrei avuto esitazioni, sarei andato a votare sì». Il regista Salvatore Mereu sta attento soprattutto alla questione ambientale: «Bisogna votare sì perché dobbiamo tenerci stretto questo pianeta il più possibile – dice –, dobbiamo imparare ad avere un occhio di riguardo e preservarlo da tutti gli interventi invasivi».
Il gruppo comico sassarese Pino e gli Anticorpi ha postato un video su Facebook con il personaggio di Pino la lavatrice: «Nei prossimi giorni ce ne sarà un altro dove parliamo direttamente col nostro nome – spiega Stefano Manca –. Il nostro primo messaggio è quello che bisogna andare a votare perché il referendum è importante che abbia successo e non vinca l’astensione. La nostra posizione per il sì si capisce in maniera indiretta dai link che abbiamo allegato, ma il messaggio che vogliamo dare è prima di tutto quello che si deve votare».
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