La Nuova Sardegna

La minaccia dell’Austria «Chiuderemo il Brennero»

di Fiammetta Cupellaro

Vienna: «Roma deve fare la sua parte, in caso di emergenza confine sbarrato» Il ministro Gentiloni: «Sarebbe grave». Costruiti i primi 250 metri del “muro”

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ROMA. L’esercito austriaco sorveglierà non solo strade, autostrade e treni che attraversano il confine, ma perfino i sentieri di montagna in mezzo alle Alpi tra l’Austria e l’Italia. Boschi perlustrati dai militari notte e giorno. Al valico del Brennero, e adesso anche a Tarvisio, è in atto un braccio di ferro tra i due paesi che si stanno sfidando sul tema dei migranti. Mentre decine di migliaia di siriani e iracheni vengono ricacciati indietro dai paesi della rotta balcanica (Slovenia, Croazia e Macedonia) il governo austriaco minaccia l’Italia di sbarrare completamente il confine a sud. Per la verità, al Brennero sono già iniziati i lavori per la costruzione di una barriera di 250 metri che consentirà maggiori controlli, ma potrebbe essere l’inizio di un “muro”. Il ministro della Difesa Hans Peter Doskozil ha avvertito: «Se l’Italia lascerà passare i migranti e la Germania comincerà a respingerne sempre di più, il Tirolo si trasformerebbe in una sorta di sala d’attesa d’Europa. In caso estremo, l’Austria potrebbe chiudere il Brennero».

E mentre nell’opinione pubblica austriaca, alla vigilia di un’importante partita elettorale scoppia la polemica per il milione e 100 mila euro sborsati dai contribuenti per costruire quei 250 metri di barriera, l’Italia si dice pronta a dare battaglia nel caso dovessero sorgere “muri” ai propri confini. «Se fosse una decisione concreta - ha replicato il ministro degli Esteri Gentiloni - sarebbe grave perché significa dimenticare che i problemi vanno affrontati insieme e sarebbe un brutto segnale per l’Europa». «Le barriere sono una zavorra», è stato il commento lapidario del presidente, Sergio Mattarella. Immediata la risposta da Vienna. «Il nostro governo farà del tutto per evitare misure drastiche al Brennero - ha assicurato il ministro dell’Interno, Johanna Miki-Leitner - ma dei nuovi profughi in arrivo dovrà occuparsi l’Italia. Lo abbiamo ripetuto al ministro Alfano. Lui e il premier Renzi sanno quale sia la situazione».

E sempre dall’Austria arriva la notizia che dalla Libia si starebbero preparando a partire 300mila profughi. «Anche la rotta del Mediterraneo va chiusa, come quella balcanica», ribadiscono i politici austriaci.

Che l’emergenza in mare ci sia lo conferma una circolare trasmessa ai prefetti dal Viminle per reperire 15mila posti per i migranti in tempi rapidi. Il trend è preciso: dall’inizio del 2016 il numero degli arrivi è aumentato del 55% rispetto lo scorso anno. Destini legati quelli di Italia, Austria e Germania. A Berlino, dopo mesi di discussione, i partiti della coalizione di governo hanno trovato un accordo sulla politica per i rifugiati. Varata la legge sull’integrazione dei profughi. Un pacchetto di misure per affrontare i problemi legati all’arrivo di oltre un milione di siriani e iracheni. Varati anche una serie di provvedimenti anti terrorismo. Ha spiegato la cancelliera Merkel: «Predisposte offerte ai migranti che hanno una buona prospettiva di rimanere nel paese, ma anche di doveri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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