La Nuova Sardegna

Lavoro, allarme della Cisl: «Venduti troppi voucher»

Lavoro, allarme della Cisl: «Venduti troppi voucher»

Oriana Putzolu: in otto anni utilizzati 8 milioni di buoni per 125mila persone Il sindacato sul piede di guerra: il fenomeno favorisce il precariato nell’isola

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. La Sardegna rischia una overdose di voucher. Un utilizzo smodato che ha reso precari anche quei lavoratori un tempo forti contrattualizzati. La denuncia arriva dalla segretaria regionale della Cisl, Oriana Putzolu. «In soli 8 anni sono stati venduti oltre 8 milioni di voucher a più di 125mila lavoratori» attacca la sindacalista. L’allarme della Cisl è subito motivato. «Il continuo aumento dell’utilizzo dei voucher è il segno che il sistema viene applicato non solamente per i lavori accessori di brevissima durata, ma come sostitutivo di rapporti di lavoro contrattualizzati – spiega Oriana Putzolu –. Questa è la dimostrazione che molte scelte operate dalla Regione per migliorare il mercato del lavoro sono state sostanzialmente inefficaci. E anche che le notevoli risorse impiegate non hanno dato risultati apprezzabili per restituire il lavoro a chi l’ha perso». La segretaria della Cisl sbandiera numeri e dati. «L’estensione degli ambiti di utilizzo del lavoro accessorio ha incrementato notevolmente la vendita dei voucher anche con punte superiori al 100 per cento – continua Oriana Putzolu –. Siamo molto preoccupati per la crescita costante della vendita dei voucher attraverso la procedura telematica e le sedi Inps, alle quali devono obbligatoriamente rivolgersi imprenditori e professionisti. Un segno che dimostra la crescita del precariato anche in aziende che potrebbero instaurare veri e propri rapporti di lavoro». Ma non solo. La vendita dei voucher è cresciuta anche presso i tabaccai. «Sono 2 milioni e 739mila nel sono 2015, il doppio rispetto al 2014» aggiunge la segretaria generale della Cisl. I voucher vengono utilizzati un po’ in tutti i settori. Ma soprattutto in alcuni, come nel turismo, nel commercio, nei servizi e nei lavori domestici. «Un euro e 30 del voucher da 10 euro va all’Inps, mentre all’Inail 70 centesimi e 50 alla gestione del servizio – conclude Oriana Putzolu –. Come al solito chi paga tutto è il lavoratore. Il suo compenso netto diventa infatti pari a 7 euro e 50». (d.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative