«Ora riparta il parco geominerario»
L’ente istituito 15 anni fa ha bisogno di una immediata riforma
IGLESIAS. Trentadue associazioni nazionali e sarde chiedono la piena operatività del Parco Geominerario per rilanciare lo sviluppo del patrimonio storico, ambientale e culturale della Sardegna e dare finalmente gambe all'ente istituito 15 anni fa su proposta delle associazioni e inserito nella rete europea e globale Geoparks dell’Unesco. La mobilitazione per sollecitare le istituzioni ad attuare nel più breve tempo possibile la riforma del parco richiamando all'attenzione tutti i soggetti coinvolti, è partita dalla consulta delle associazioni, riunita a Iglesias. La necessità di porre fine a quasi 10 anni di immobilismo, uscire dal comissariamento, dare attuazione alla riforma per stabilire i compiti dell'ente, sollecitare la partecipazione degli 80 comuni che costituiscono la Comunità, organo di indirizzo del consorzio del Parco, sono i punti salienti sottolineati nell’assemblea. «Il guaio del commissariamento – ha detto Franco Saba presidente della Consulta – è stato la progressiva perdita di capacità e operatività dell’ente, delegando le sue funzioni all’Igea o ad altri soggetti esterni con il rischio di indebolire il parco, ma le associazioni non sono state indebolite». Dopo la conferenza di servizi che si è svolta a marzo stabilendo la nomina di un nuovo commissario, Francesco Mascia con il compito di attuare la riforma, la parola passa ai ministeri che dovranno espletare le procedure per il nuovo decreto. Poi il commissario dovrà pubblicare il nuovo statuto nella gazzetta ufficiale. «È importante che ci sia anche la partecipazione dei comuni – spiega il coordinatore della consulta, Giampiero Pinna –. Nell’ultima riunione della Comunità che si è svolta a Monteponi, nel settembre 2015, per dare un parere sulla bozza di riforma del Parco».
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