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Estorsioni a luci rosse, denunce in aumento

Estorsioni a luci rosse, denunce in aumento

SASSARI. Va a caccia del brivido a luci rosse. Ma il vero tremolio comincia ad avvertirlo quando gli presentano il conto: «Se non mi dai mille euro, manderò il tuo video a tutti i tuoi contatti»....

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SASSARI. Va a caccia del brivido a luci rosse. Ma il vero tremolio comincia ad avvertirlo quando gli presentano il conto: «Se non mi dai mille euro, manderò il tuo video a tutti i tuoi contatti». Anche in Sardegna ci cascano in tantissimi. Adolescenti, studenti universitari, operai, liberi professionisti. I ricatti sessuali che viaggiano sul web sono all’ordine del giorno e le scrivanie degli agenti della polizia postale si ritrovano spesso cariche di denunce. «Sì, il fenomeno è diffusissimo – conferma l’ispettore superiore Roberto Manca –. Da noi arrivano persone diverse. E tutte con lo stesso problema».

Estorsione sessuale. Il meccanismo è semplice. Succede tutto su Facebook, Skype e altri social network. La persona finita nel mirino, ovviamente uomo, riceve una richiesta di amicizia da parte di un profilo che porta un nome femminile. La foto parla chiaro: solitamente appare una bella ragazza, qualche volta anche poco vestita. Poi l’adescatrice virtuale (e non è detto che sia realmente una donna) tenta di convincere il malcapitato ad accendere la cam e a mostrarsi senza nulla addosso. Magari gli chiede anche di masturbarsi davanti all’obiettivo. C’è chi non abbocca, ma c’è anche chi ci casca con tutte le scarpe. «Subito dopo la persona riceve un link in cui può vedere il video appena catturato – spiega l’ispettore Manca –. E poi arriva la richiesta. Solitamente dicono questo: se non paghi lo faremo vedere a tutti. Si tratta di una vera e propria attività di adescamento con finalità estorsiva. Inoltre il ricatto è molto salato: certe volte chiedono anche migliaia di euro».

Troppi polli. Sembra strano, ma i pesci che abboccano all’amo sono tantissimi. Pure in Sardegna la polizia postale è impegnata in numerose indagini per risalire agli autori dell’estorsione. Ma individuare e colpire il criminale informatico non è mai troppo semplice. «Gli utenti devono stare attenti – continua Roberto Manca –. Perché per un po’ di sesso virtuale si rischia di mettersi seriamente nei guai. Se una donna sconosciuta vuole chattare con te e fare del sesso virtuale c’è sempre una finalità. E cioè quella di spillarti i soldi. Ricordiamoci che i truffatori esistono anche perché ci sono i polli». (d.b.)

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