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Il presidente Pigliaru: vince la concretezza, ideologismi sconfitti

Il presidente Pigliaru: vince la concretezza, ideologismi sconfitti

Il governatore è andato in ogni caso alle urne e votato No: «Non era una scelta tra favorevoli e contrari alle trivelle»

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CAGLIARI. Prima aveva detto che il referendum anti-trivelle era inutile e allora era sembrato che Francesco Pigliaru, il presidente della Regione, volesse allinearsi al «non voto» di Renzi. Poi, sempre Pigliaru, non se l’è sentita però di sostenere l’astensionismo fino ad annunciare: «Andrò a votare, ma voterò no», con tanto di spiegazioni a sostegno della scelta. E a caldo? Ecco la dichiarazione di Pigliaru: «Un referendum dovrebbe concentrarsi sul merito delle questioni. Qui invece una parte dei sostenitori del Sì ha cercato di fare altro, di convincerci che si trattava di scegliere tra chi è a favore delle trivelle e chi è contro. Sbagliato». Per proseguire: «Perché anche tra chi ha votato No e chi si è astenuto, moltissimi, non vogliono sentire parlare di nuove trivelle. In questa consultazione referendaria, in ciò che è rimasto del ben più importante referendum iniziale, si trattava di scegliere se tenere aperti i pochi impianti in funzione fino all'esaurimento dei giacimenti oppure no. Tutto qui». Per poi riprendere quanto detto il giorno dell’annuncio che avrebbe votato No. «Nella transizione – scrive Pigliaru – che tutti auspichiamo verso un futuro fatto di energia prodotta da fonti rinnovabili, il metano servirà ancora per molti anni. Lo confermano i più ambiziosi accordi internazionali sul clima. In questo quadro, portare a esaurimento i pochi impianti in funzione è perfettamente ragionevole». Con questa conclusione: «Il risultato di oggi dimostra che per la maggioranza degli elettori questo è il momento della concretezza, del dare risposte ragionevoli a domande semplici, del tenersi lontano da ideologismi astratti». A questo punto, sempre per quanto riguarda l’ambiente, la Giunta regionale avrà una «sua» scadenza importante: il voto del Consiglio sul piano energetico presentato, a gennaio, dall’assessore all’Industria Maria Grazia Piras. Nella conferenza stampa di presentazione del Piano, le parole di Pigliaru furono queste dopo aver citato gli esiti della conferenza di Parigi, Cop 21, proprio sull’energia: «Lì abbiamo portato la posizione delle Regioni, che chiedono la riduzione del 50 per cento delle emissioni nocive. Noi vogliamo raggiungere questo obiettivo entro il 2030, mentre i governi d'Europa si sono fermati al 40. Dunque, la Sardegna ha un traguardo ancora più ambizioso, se consideriamo che abbiamo ereditato un modo vecchio di produrre energia basato sul carbone che non vogliamo più». Ed è di questo che, in Sardegna, si parlerà molto nei prossimi mesi. (ua)

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